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Sassari

Tassa di soggiorno: a Castelsardo l’esenzione diventa un rebus

di Salvatore Santoni
Tassa di soggiorno: a Castelsardo l’esenzione diventa un rebus

Secondo il regolamento chi ha prenotato prima dell’istituzione se la dovrà vedere con la burocrazia Il contributo di un euro è stato oggetto di un articolato documento presentato dalla Federalberghi

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CASTELSARDO. Sei un turista che ha prenotato le vacanze a Castelsardo prima dell’istituzione dell’imposta di soggiorno e vorresti evitare il balzello? Niente paura. Devi compilare un’apposita dichiarazione dove rifiuti di pagare e dimostrare carte alla mano di aver preso la stanza d’albergo. Dopo di ché devi sederti ad aspettare sperando nella bontà degli uffici comunali. È quello che prevede il regolamento della nuova imposta approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale.

Le osservazioni. Nei giorni scorsi la Federalberghi aveva chiesto una deroga per i contratti già stipulati con i tour operators e le prenotazioni sottoscritte individualmente dai turisti. In particolare, l’associazione di categoria aveva sollecitato una norma chiara - «in maniera inequivocabile», si legge in un documento inviato dagli albergatori al Comune - che prevedesse l’esclusione, per l’anno in corso, del pagamento della tassa.

La deroga. Detto fatto. Nel regolamento c’è una norma transitoria che prevede una deroga in capo ai cosiddetti soggetti passivi, cioè i clienti. Si trova al comma 2 dell’articolo 13. In sintesi il turista deve mettere nero su bianco il rifiuto di pagare e documentare che la prenotazione è precedente all’istituzione della tassa. A quel punto l’ufficio tributi, d’intesa con l’ufficio turismo, valuterà se procedere alla riscossione coattiva.

Le tariffe. Giovedì scorso la giunta comunale, guidata dal sindaco Franco Cuccureddu, ha approvato le tariffe dell’imposta di soggiorno in vigore nel 2018. L’imposta ordinaria si paga tutto l’anno ed è fissata a 1 euro a persona. Per pernottare nelle strutture alberghiere da tre stelle in su, nel periodo di alta stagione compreso tra il primo giugno al 30 settembre, sono previsti 2 euro. Inoltre, durante tutto l’anno, in ostelli e aree camper si pagano 50 centesimi. In tutti i casi, la tassa è dovuta fino a un massimo di 7 pernottamenti consecutivi, purché effettuati nella medesima struttura ricettiva.

I gestori. Gli albergatori, i proprietari di b&b o affittacamere, e più in generale i gestori delle strutture ricettive, sono i responsabili del pagamento dell’imposta di soggiorno. Spetta a loro la riscossione dai turisti, le comunicazioni dei flussi al Comune e la parte informativa ai clienti. Inoltre, sono tenuti a segnalare all’amministrazione i nomi dei clienti che rifiutano di pagare.

Esenzioni. Il regolamento individua alcune categorie esentate dal pagamento della tassa: i minori di 14 anni, i lavoratori delle strutture ricettive, le persone alloggiate dal Comune o dalle autorità pubbliche per far fronte a situazione di emergenza sociale o conseguenti a eventi calamitosi, di natura straordinaria o per finalità di soccorso umanitario, i volontari che prestano servizio in occasione di calamità, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici.

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