Bengalese morto in casa, domani l’autopsia
La Procura ha disposto l’esame senza alcun indagato. La comunità del Bangladesh aiuterà la famiglia
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sarà eseguita domani mattina nell’istituto di patologia forense dell’università, dal medico legale Francesco Lubinu, l’autopsia sul corpo di Shajahan Bepari, l’ambulante bengalese di 34 anni, residente in città dal 2006, morto una settimana fa nella sua abitazione di via Lamarmora, due ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale civile.
Il sostituto procuratore Paolo Piras, dopo aver ricevuto la relazione dei carabinieri del Nas sull’operato dei medici del pronto soccorso e di quelli dei reparti in cui l’uomo è stato sottoposto a una lunga serie di accertamenti, non ha ritenuto di dover iscrivere alcuno dei sanitari del Santissima Annunziata nel registro degli indagati. L’esame autoptico dovrà chiarire quali sono state le cause che hanno portato al decesso dell’uomo che domenica mattina era tornato a casa dopo essere stato visitato per due volte in poche ore dai medici dell’ospedale.
La Procura, su richiesta dell’avvocato Giuseppe Onorato che rappresenta la famiglia dell’ambulante, acquisirà le immagini del filmati delle telecamere di sorveglianza poste all’ingresso del pronto soccorso per avere un quadro più chiaro della situazione.
Intanto la comunità bengalese dell’isola si è mobilitata per dare un sostegno economico alla moglie e alla bimba di Shajahan Bepari di appena 11 mesi. Appresa la notizia della sua morte i suoi connazionali si sono immediatamente quotati per raggiungere la cifra di 5000 euro che servirà per riportare la salma in Bangladesh e consentire alla moglie e alla figlia di poter ritornare in Sardegna, dove hanno scelto di proseguire a vivere, dopo aver accompagnato in patria il loro congiunto. La loro partenza è al momento incerta perché la questura di Oristano (provincia in cui sono residenti) non ha ancora messo il visto sul permesso di soggiorno, indispensabile per poter viaggiare.
Il sostituto procuratore Paolo Piras, dopo aver ricevuto la relazione dei carabinieri del Nas sull’operato dei medici del pronto soccorso e di quelli dei reparti in cui l’uomo è stato sottoposto a una lunga serie di accertamenti, non ha ritenuto di dover iscrivere alcuno dei sanitari del Santissima Annunziata nel registro degli indagati. L’esame autoptico dovrà chiarire quali sono state le cause che hanno portato al decesso dell’uomo che domenica mattina era tornato a casa dopo essere stato visitato per due volte in poche ore dai medici dell’ospedale.
La Procura, su richiesta dell’avvocato Giuseppe Onorato che rappresenta la famiglia dell’ambulante, acquisirà le immagini del filmati delle telecamere di sorveglianza poste all’ingresso del pronto soccorso per avere un quadro più chiaro della situazione.
Intanto la comunità bengalese dell’isola si è mobilitata per dare un sostegno economico alla moglie e alla bimba di Shajahan Bepari di appena 11 mesi. Appresa la notizia della sua morte i suoi connazionali si sono immediatamente quotati per raggiungere la cifra di 5000 euro che servirà per riportare la salma in Bangladesh e consentire alla moglie e alla figlia di poter ritornare in Sardegna, dove hanno scelto di proseguire a vivere, dopo aver accompagnato in patria il loro congiunto. La loro partenza è al momento incerta perché la questura di Oristano (provincia in cui sono residenti) non ha ancora messo il visto sul permesso di soggiorno, indispensabile per poter viaggiare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
