Fondazione, nomina a sorpresa
di Giovanni Bua
La rappresentante del Comune sarà Antonia Ruiu, indipendente indicata dal centrodestra
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SASSARI. La notizia non è ancora ufficiale ma è data per certa, ed è per molti versi clamorosa: la rappresentante del Comune di Sassari nel comitato di controllo della Fondazione di Sardegna, scelta dalla stessa fondazione dentro la terna presentata dal sindaco Nicola Sanna, sarà Antonia Ruiu, avvocata civilista e giudice di pace, indipendente anche se, almeno in teoria, indicata dal centrodestra. Porta sbattuta in faccia, come atteso d’altronde, alla prima scelta del sindaco, la ex assessora Grazia Manca. Ma anche al secondo nome Dem a disposizione del comitato di controllo uscente, responsabile della scelta: l’avvocato Gianluca Giordo, già coordinatore dell’associazione ultra renziana “Adesso Sassari”, animatore dei comitati referendari cittadini, e riconducibile alla corrente che fa riferimento a Gavino Manca e al segretario cittadino del Pd Gianni Carbini.
Una nomina non legata alle logiche correntizie del Pd, si dirà, e influenzata anche dalla necessità di equilibrare gli uomini e le donne nel gruppo di 18 eletti che dovranno scegliere il nuovo presidente della fondazione. Di fatto però la nomina di Antonia Ruiu porta con sé almeno due messaggi chiari che è davvero difficile ignorare.
Il primo, a caratteri cubitali, è per il sindaco Nicola Sanna. Che, proprio sulla composizione della terna da presentare alla fondazione, aveva usato mano pesante, complice anche il cervellotico sistema di selezione. Dopo aver ricevuto dalla Capigruppo una sestina di nomi, arrivati dopo una votazione, Sanna aveva infatti cancellato con un tratto di penna tutti quelli riconducibili all’area Cabras, In particolare i due graditi al gruppo dell’ex presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu e del senatore Silvio Lai, articolazione sassarese del composito gruppo che fa riferimento al presidente uscente della Fondazione: Alessandra Ruzzu, attualmente in Cassa depositi e prestiti e in passato collaboratrice diretta dell’allora senatore. E l’avvocata Franca Solinas.
Su Alessandra Ruzzu in particolare il voto preliminare del gruppo consiliare del Pd era stato quasi unanime, e il suo ingresso nella terna finale “caldeggiato” anche in Capigruppo con il prevedibile esito di una sua nomina finale in Fondazione. Uno strappo che non è passato impunito, nonostante l’endorsement di Grazia Manca a favore di una rielezione di Cabras che non è bastato. E una bocciatura che vuol dire una cosa sola: la guerra nel Pd cittadino, sospesa per le elezioni, riprende esattamente da dove si era fermata.
Il secondo messaggio è però indirizzato all’area di Gavino Manca. E qui il livello dello scontro sale almeno su scala regionale: piuttosto che favorire un suo candidato il Pd ha infatti preferito rinunciare a un rappresentate “organico” del partito dentro la fondazione. E la partita a scacchi è finita per l’ennesima volta con la scacchiera rovesciata.
Una nomina non legata alle logiche correntizie del Pd, si dirà, e influenzata anche dalla necessità di equilibrare gli uomini e le donne nel gruppo di 18 eletti che dovranno scegliere il nuovo presidente della fondazione. Di fatto però la nomina di Antonia Ruiu porta con sé almeno due messaggi chiari che è davvero difficile ignorare.
Il primo, a caratteri cubitali, è per il sindaco Nicola Sanna. Che, proprio sulla composizione della terna da presentare alla fondazione, aveva usato mano pesante, complice anche il cervellotico sistema di selezione. Dopo aver ricevuto dalla Capigruppo una sestina di nomi, arrivati dopo una votazione, Sanna aveva infatti cancellato con un tratto di penna tutti quelli riconducibili all’area Cabras, In particolare i due graditi al gruppo dell’ex presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu e del senatore Silvio Lai, articolazione sassarese del composito gruppo che fa riferimento al presidente uscente della Fondazione: Alessandra Ruzzu, attualmente in Cassa depositi e prestiti e in passato collaboratrice diretta dell’allora senatore. E l’avvocata Franca Solinas.
Su Alessandra Ruzzu in particolare il voto preliminare del gruppo consiliare del Pd era stato quasi unanime, e il suo ingresso nella terna finale “caldeggiato” anche in Capigruppo con il prevedibile esito di una sua nomina finale in Fondazione. Uno strappo che non è passato impunito, nonostante l’endorsement di Grazia Manca a favore di una rielezione di Cabras che non è bastato. E una bocciatura che vuol dire una cosa sola: la guerra nel Pd cittadino, sospesa per le elezioni, riprende esattamente da dove si era fermata.
Il secondo messaggio è però indirizzato all’area di Gavino Manca. E qui il livello dello scontro sale almeno su scala regionale: piuttosto che favorire un suo candidato il Pd ha infatti preferito rinunciare a un rappresentate “organico” del partito dentro la fondazione. E la partita a scacchi è finita per l’ennesima volta con la scacchiera rovesciata.
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