La Nuova Sardegna

Sassari

Perché è giusto bere l'acqua dal rubinetto

Alfredo De Girolamo
Perché è giusto bere l'acqua dal rubinetto

Una svolta epocale, il 44 per cento degli italiani sceglie l'acqua pubblica, 300mila controlli l'anno a garanzia della qualità

3 MINUTI DI LETTURA





Dal 1992, il 22 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell'acqua, appuntamento voluto dalle Nazioni Unite che ci consente di fare alcune valutazioni su questa fondamentale risorsa. In Italia, da anni, è in corso un dibattito annoso: l'acqua del rubinetto può sostituire quella minerale venduta nei supermercati e che per molti anni è stata considerata migliore dal punto di vista della qualità? Una discussione superata, come testimonia un'evidenza certificata: oggi l'acqua del rubinetto è sicura, e per questo motivo il 44% degli italiani la bevono quotidianamente, praticamente un italiano su due. I recenti studi rendono noto che il dato sale fino al 74% contando gli italiani che hanno dichiarato, nel 2017, di averne fatto un discreto uso. La ricerca è stata presentata da Aqua Italia, l'associazione nazionale dei costruttori di impianti per il trattamento della risorsa idrica.I numeri elencati sottolineano il cambiamento epocale dell'opinione pubblica sulla diatriba tra la cosiddetta acqua del sindaco e quella minerale. La crescita in percentuale di chi oggi si fida dell'acqua del rubinetto è il 10% in più rispetto ad appena quattro anni fa. Poi ci sono naturalmente i fontanelli o chioschi, protagonisti assoluti di questo boom. Veri e propri distributori pubblici dell'acqua sparsi un po' su tutto il territorio nazionale, che erogano acqua naturale o gassata, a temperatura ambiente o refrigerata. E, nella maggior parte dei casi, la mettono a disposizione dei cittadini gratis: al massimo, infatti, alcune amministrazioni comunali scelgono di far pagare 5 centesimi di euro per un litro di acqua con le bollicine, e nulla più. Oggi i fontanelli in Italia sono oltre 2000, una cifra decuplicata in appena otto anni, visto che nel 2010 erano appena 200, e stando ad Aqua Italia sono conosciuti dal 67% dei cittadini italiani. Le aziende idriche del nostro Paese negli ultimi anni hanno investito miliardi di euro per offrire acqua da bere sana e buona, con evidenti impatti positivi sull'ambiente. Il problema, per anni, è stato culturale, più che salutare. Un tempo effettivamente bere l'acqua del rubinetto poteva non essere sicuro, mentre oggi controlli sempre più capillari e accurati garantiscono sicurezza e potabilità. Il tema è caro anche all'Europa, dal momento che proprio all'inizio di quest'anno la Commissione europea ha lanciato una direttiva ad hoc che poggia su 18 parametri, stabiliti secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità, così da definire i criteri di riduzione dei vari batteri inquinanti e aumentare l'accesso ad acqua sicura. Bere l'acqua che sgorga direttamente nelle nostre case significa un impatto diretto per l'ambiente, con una riduzione di rifiuti: milioni di bottiglie di plastica che vengono quotidianamente messe in circolo. E inoltre, permette di risparmiare tonnellate di petrolio per fabbricare la plastica. Infine, evita un altro passaggio della filiera, il trasporto, che genera emissioni di anidride carbonica e altri inquinanti nell'aria. Bere l'acqua del rubinetto, oltre a toglierci la fatica di trasportare le bottiglie fino a casa, dà dunque una grossa mano all'ambiente. Molti si chiedono: «Ma come si fa a togliere quel sapore di cloro che spesso si sente quando si beve l'acqua del rubinetto?». Innanzitutto diciamo che il cloro è necessario a disinfettare l'acqua e che si supera facilmente facendolo evaporare. Basta tenere l'acqua un'ora in una brocca "a decantare".In più consideriamo che a tutelare la sicurezza dei cittadini ci sono oltre 300mila controlli all'anno da parte dei gestori e delle autorità sanitarie. L'acqua che ci arriva in casa è poi anche molto economica: un litro costa in media tra 3 e 8 centesimi di euro. Nel pensiero di Nelson Mandela «l'acqua è democrazia». Una democrazia da preservare, perché come dice papa Francesco «il costante aumento di fabbisogno idrico è una delle sfide più serie che, oggi e domani, la comunità internazionale dovrà affrontare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative