La Nuova Sardegna

Sassari

Atzei celebra in cattedrale i 25 anni di episcopato

di Mario Girau
Atzei celebra in cattedrale i 25 anni di episcopato

L’ex arcivescovo è stato invitato da monsignor Saba per la messa di giovedì santo Il padre francescano si è ritirato dallo scorso ottobre in un convento di Oristano

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SASSARI. Non è stata solo una rimpatriata quella di padre Paolo Atzei, che – invitato dall’arcivescovo - ha partecipato, giovedì santo, alla messa crismale in cattedrale. I vescovi emeriti fanno sempre parte della Chiesa appena lasciata. Monsignor Atzei aveva un altro motivo per stare con il clero che fino a sei mesi fa è stato suo: mercoledì 28 marzo ha celebrato il venticinquesimo di consacrazione episcopale.

Un quarto di secolo con mitria e pastorale per undici anni a Tempio e per 13 a Sassari. Con un motivo in più per festeggiare: il rito era presieduto dal primo sacerdote da lui ordinato appena arrivato nella diocesi gallurese, il giovane Gianfranco Saba, per i misteriosi disegni della Provvidenza suo successore alla guida della Chiesa sassarese.

Le diocesi del nord Sardegna sono senza segreti per padre Paolo – un vescovo che ai titoli onorifici preferisce sempre il richiamo alla sua appartenenza all’ordine francescano dei conventuali – che in un quarto di secolo ha governato Tempio e Sassari, calandosi nei problemi della gente.

Vescovo anche dei territori del boom turistico, non ha mitizzato, ma neppure sottostimato, il valore e la modernità di un fenomeno che consente alla Chiesa di incontrare le persone dove la disponibilità all’ascolto evangelico ha migliori condizioni di successo.

Nella diocesi di Sassari ha incrociato molte crisi lavorative della città e del territorio, pellegrino numerose volte davanti alle fabbriche con le ciminiere spente, pronto a rivolgersi al Papa per dare visibilità nazionale alle lotte dei lavoratori.

Soprattutto felice nelle visite pastorali alle parrocchie, dove padre Paolo poteva fare il suo “mestiere”: parroco, pastore, catechista, animatore. «Alla gente semplice è rimasta viva l’immagine – scrive il vicario generale, Mario Simula, sul settimanale diocesano “Libertà” – di un corridore senza tregua. Spesso una spanna più avanti. Il suo ministero si esalta con la gente. In quel rapporto semplice e gioioso, in certi casi scanzonato, che rimarca la sua struttura di base».

Tutto in coerenza col suo motto episcopale : “In perfecta laetitia servire”. A Tempio si diceva che Atzei, nei momenti liberi, assistesse i frati anziani; a Sassari promotore e motore delle attività Caritas.

Anche l’arcivescovo emerito di Sassari, come monsignor Giovanni Melis Fois di Nuoro con le beate Suor Maria Gabriella Sagheddu di Dorgali e Antonia Mesina di Orgosolo, ha accompagnato alla gloria degli altari due figure eccezionali della chiesa turritana: padre Francesco Zirano ed Elisabetta Sanna.

Dal primo ottobre scorso, accolto il suo “allievo” Gian Franco Saba a Sassari, padre Paolo si è ritirato nel convento francescano di Oristano, dove ogni giorno può pregare davanti al Crocifisso di Nicodemo.

«Al frate che di Francesco di Assisi è diventato discepolo e figlio – conclude don Mario Simula - rimane tutto quello che conta: una cella, una mensa frugale, un sorriso gioviale, una miriade di relazioni custodite con cura e sobrietà, una dolce fraternità».



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