Gli studenti in piazza per un amico speciale
di Antonio Meloni
Si è chiuso ieri il programma di iniziative per la consapevolezza dell’autismo Pensieri, poesie, canzoni e palloncini hanno colorato il cuore della città
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SASSARI. Pensieri e poesie, canzoni e dediche, bandierine al vento e palloncini blu. Piazza d’Italia invasa da centinaia di piccoli studenti stretti idealmente in un abbraccio collettivo attorno a quell’amico speciale che ha bisogno della loro amicizia, ma fatica a comunicare il suo mondo.
È trascorsa così, tra musica e filastrocche, la mattinata dedicata all’autismo, ultimo evento della quarta edizione di “Aspettando il 2 aprile”, ideata dall’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) per celebrare la giornata mondiale di consapevolezza dell’autismo indetta a suo tempo dall’Onu.
E se l’intento era quello di richiamare l’attenzione sulla condizione difficile di tanti piccoli studenti e delle loro famiglie – nel Sassarese sono almeno un migliaio – l’obiettivo è stato centrato in pieno. Dalle 10.30 di ieri, piazza d’Italia ha accolto centinaia di studenti che con slancio, accompagnati dagli insegnanti, hanno risposto all’invito rivolto dagli organizzatori per chiudere in bellezza una lodevole iniziativa nata in sordina qualche anno fa.
Dai più grandi dell’Itas (Istituto tecnico attività sociali), ai più piccoli delle medie 3, 5, 12, con i coetanei di Sorso, fino ai piccolissimi di diverse primarie di Sassari e dintorni. Accanto a loro, a fare da testimonial, una rappresentativa della Torres calcio femminile, della Dinamo basket e della Don Bosco calcio a 5. Tra il pubblico, in rappresentanza di Palazzo ducale, il vice sindaco Fabio Pinna e le assessore Alba Canu (Politiche educative) e Monica Spanedda (Politiche sociali).
Una mattinata piacevole che, grazie anche alla clemenza del tempo, ha permesso agli organizzatori di fare il punto sui tanti problemi che, ogni giorno, devono affrontare le famiglie dei piccoli pazienti.
«Il nodo da sciogliere – spiega infatti Giovanna Tuffu, presidente dell’Angsa, che ha organizzato la manifestazione – sono i tempi ancora tropo lunghi delle liste d’attesa se si considera che attualmente, a Sassari, più di cento bambini aspettano di essere inseriti nei percorsi terapeutici previsti dalle linee guida nazionali».
L’alternativa sono le strutture private con costi difficili da sostenere che possono arrivare anche a 35 euro a seduta. Ciò che fa la differenza, dunque, non è solo la diagnosi precoce, ma anche la tempestività nell’affrontare la malattia che deve essere combattuta per tempo. «La questione – prosegue Tuffu – è che non parliamo di terapie farmacologiche, ma comportamentali, rieducative e qui il discorso si complica perché necessita di un approccio multidisciplinare».
Poi c’è da considerare il cosiddetto “dopo di noi” che affligge tanto genitori e famiglie perché se è vero che il piccolo paziente autistico è assistito fino ai 18 anni, superata quella soglia diventa tutto più difficile: «In età adulta – evidenzia la presidente dell’Angsa – se l’autistico non viene assistito, la situazione può peggiorare».
I numeri, purtroppo, concedono poco spazio all’ottimismo, basta considerare il rapporto di 1 a 68 indicato dalle statistiche nazionali e che vale anche per il territorio sassarese. Iniziative come quell’organizzata e promossa ogni anno dall’Angsa, questa era la quarta, servono infatti a tenere sempre desta l’attenzione nei confronti di situazioni che necessitano di progetti dedicati e della sensibilità di tutti.
È trascorsa così, tra musica e filastrocche, la mattinata dedicata all’autismo, ultimo evento della quarta edizione di “Aspettando il 2 aprile”, ideata dall’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) per celebrare la giornata mondiale di consapevolezza dell’autismo indetta a suo tempo dall’Onu.
E se l’intento era quello di richiamare l’attenzione sulla condizione difficile di tanti piccoli studenti e delle loro famiglie – nel Sassarese sono almeno un migliaio – l’obiettivo è stato centrato in pieno. Dalle 10.30 di ieri, piazza d’Italia ha accolto centinaia di studenti che con slancio, accompagnati dagli insegnanti, hanno risposto all’invito rivolto dagli organizzatori per chiudere in bellezza una lodevole iniziativa nata in sordina qualche anno fa.
Dai più grandi dell’Itas (Istituto tecnico attività sociali), ai più piccoli delle medie 3, 5, 12, con i coetanei di Sorso, fino ai piccolissimi di diverse primarie di Sassari e dintorni. Accanto a loro, a fare da testimonial, una rappresentativa della Torres calcio femminile, della Dinamo basket e della Don Bosco calcio a 5. Tra il pubblico, in rappresentanza di Palazzo ducale, il vice sindaco Fabio Pinna e le assessore Alba Canu (Politiche educative) e Monica Spanedda (Politiche sociali).
Una mattinata piacevole che, grazie anche alla clemenza del tempo, ha permesso agli organizzatori di fare il punto sui tanti problemi che, ogni giorno, devono affrontare le famiglie dei piccoli pazienti.
«Il nodo da sciogliere – spiega infatti Giovanna Tuffu, presidente dell’Angsa, che ha organizzato la manifestazione – sono i tempi ancora tropo lunghi delle liste d’attesa se si considera che attualmente, a Sassari, più di cento bambini aspettano di essere inseriti nei percorsi terapeutici previsti dalle linee guida nazionali».
L’alternativa sono le strutture private con costi difficili da sostenere che possono arrivare anche a 35 euro a seduta. Ciò che fa la differenza, dunque, non è solo la diagnosi precoce, ma anche la tempestività nell’affrontare la malattia che deve essere combattuta per tempo. «La questione – prosegue Tuffu – è che non parliamo di terapie farmacologiche, ma comportamentali, rieducative e qui il discorso si complica perché necessita di un approccio multidisciplinare».
Poi c’è da considerare il cosiddetto “dopo di noi” che affligge tanto genitori e famiglie perché se è vero che il piccolo paziente autistico è assistito fino ai 18 anni, superata quella soglia diventa tutto più difficile: «In età adulta – evidenzia la presidente dell’Angsa – se l’autistico non viene assistito, la situazione può peggiorare».
I numeri, purtroppo, concedono poco spazio all’ottimismo, basta considerare il rapporto di 1 a 68 indicato dalle statistiche nazionali e che vale anche per il territorio sassarese. Iniziative come quell’organizzata e promossa ogni anno dall’Angsa, questa era la quarta, servono infatti a tenere sempre desta l’attenzione nei confronti di situazioni che necessitano di progetti dedicati e della sensibilità di tutti.
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