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Via libera della Regione per l’impiego degli ex Lsu
SORSO. Il ritorno al lavoro degli ex Lsu della Romangia Servizi si avvicina. Ieri la Regione ha inviato al Comune di Sorso una nota che segna il via libera ai cantieri di pubblica utilità. L’amministr...
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SORSO. Il ritorno al lavoro degli ex Lsu della Romangia Servizi si avvicina. Ieri la Regione ha inviato al Comune di Sorso una nota che segna il via libera ai cantieri di pubblica utilità. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, può cominciare a predisporre i progetti di reinserimento lavorativo, che possono impiegare fino a diciotto persone e sono stati finanziati con 153mila euro: a ogni lavoratore viene garantita una retribuzione di almeno 700 euro netti mensili. I cantieri devono chiudersi entro il 2018. Ecco perché la direzione regionale del Lavoro chiede al Comune di inviare quanto prima la scheda-progetto in cui impiegare i lavoratori. Le attività che potranno svolgere – e quindi quelle che l’amministrazione dovrà inserire nelle schede da inviare a Cagliari – possono riguardare la prevenzione degli incendi, del dissesto idrogeologico e del diffondersi di discariche abusive. La buona notizia per gli ex Lsu è arrivata ieri, dopo la conclusione della seduta del consiglio comunale durante la quale il sindaco e i capigruppo di maggioranza e minoranza avevano preso accordi per una eventuale missione di protesta a Cagliari. Il documento arrivato ieri negli uffici di piazza Garibaldi era infatti atteso dai lavoratori da settimane. Cioè da quando il loro paracadute era arrivato con emendamento alla legge finanziaria regionale – primi firmatari i consiglieri regionali Antonello Peru (Fi) e l’ex Gavino Manca (Pd) – e prevedeva una quota di 500mila euro da ripartire in progetti da realizzare nei Comuni dell’isola nelle cui partecipate erano stati licenziati gli ex Lsu. «Ho seguito questa vicenda da vicino e non posso che essere soddisfatto per questo epilogo – scrive in un comunicato il deputato del Pd Gavino Manca –. Tutta la comunità attendeva lo sblocco della situazione ed è bello che questa battaglia sia stata combattuta da un unico fronte comune. Non si tratta solo di dare un futuro a persone disoccupate ma di offrire anche al territorio un servizio prezioso in campo ambientale». (s.sant.)
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