Musica fuori orario spenta in tre locali di piazza Tola
Ordinanza del sindaco dopo i numerosi esposti dei residenti per il chiasso Sanna: «Mi appello al buon senso di tutti, abitanti, commercianti e clienti»
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SASSARI. Sdoganata, con tanto di scuse, la fisarmonica di Moses Concas, perché ci sono decibel e decibel, l’amministrazione comunale è inflessibile con i fracassoni che non rispettano le regole sparando musica a palla. Il 5 aprile il sindaco Nicola Sanna ha emesso un’ordinanza che ha spento i rumori per quindici notti in tre locali di piazza Tola, zona in cui da anni i residenti combattono una guerra per poter dormire tranquilli.
Dalle 20 alle 10 del mattino successivo, quindi, l'ordinanza vieta l’uso di apparecchi radiotelevisivi e impianti per la diffusione sonora e di immagini, e quei piccoli intrattenimenti musicali che sommati l’uno all’altro fanno la differenza. Un atto dovuto perché «i tre esercizi non avevano rispettato i limiti e gli orari previsti per la diffusione della musica – spiega il primo cittadino –. Sono arrivati al Comune numerosi esposti da parte degli abitanti di piazza Tola e delle vie adiacenti che si lamentavano per questi motivi».
Dicono da Palazzo Ducale che gli accertamenti compiuti hanno evidenziato come il disturbo sia determinato in particolar modo dal fatto che i gestori dei locali organizzano, con modalità estemporanee e non coordinate tra loro, concertini e attività di piccolo intrattenimento, per richiamare e fidelizzare la clientela nei loro esercizi e nelle aree esterne assegnate in concessione. Soprattutto il fine settimana, però, la piazza diventa una bolgia, tra spettacoli, chiasso quando non urla dei frequentatori. «L'amministrazione sta gestendo con equilibrio la rinascita economica e il ripopolamento del centro storico – afferma pacatamente il sindaco Sanna –. Fenomeni che devono, necessariamente, basarsi sulla sinergia tra commercianti, che devono poter esercitare l'attività economica, e residenti, ai quali non deve essere arrecato eccessivo disturbo».
Nessuno, insomma, vuole il coprifuoco. «Mi appello al buon senso di tutti – conclude Nicola Sanna –. Ai fruitori che raggiungono la piazza e i locali affinché, dopo la chiusura, si allontanino dagli esercizi ormai chiusi. Ai commercianti, perché rispettino rigorosamente gli orari e i limiti fissati dall'ordinanza sui piccoli intrattenimenti musicali. E, infine, ai residenti, perché non siamo così intolleranti da scoraggiare la rinascita delle attività commerciali nel centro storico. Credo che con equilibrio e con il rispetto di tutte le parti, la città sarà più accogliente per tutte e tutti».
Dalle 20 alle 10 del mattino successivo, quindi, l'ordinanza vieta l’uso di apparecchi radiotelevisivi e impianti per la diffusione sonora e di immagini, e quei piccoli intrattenimenti musicali che sommati l’uno all’altro fanno la differenza. Un atto dovuto perché «i tre esercizi non avevano rispettato i limiti e gli orari previsti per la diffusione della musica – spiega il primo cittadino –. Sono arrivati al Comune numerosi esposti da parte degli abitanti di piazza Tola e delle vie adiacenti che si lamentavano per questi motivi».
Dicono da Palazzo Ducale che gli accertamenti compiuti hanno evidenziato come il disturbo sia determinato in particolar modo dal fatto che i gestori dei locali organizzano, con modalità estemporanee e non coordinate tra loro, concertini e attività di piccolo intrattenimento, per richiamare e fidelizzare la clientela nei loro esercizi e nelle aree esterne assegnate in concessione. Soprattutto il fine settimana, però, la piazza diventa una bolgia, tra spettacoli, chiasso quando non urla dei frequentatori. «L'amministrazione sta gestendo con equilibrio la rinascita economica e il ripopolamento del centro storico – afferma pacatamente il sindaco Sanna –. Fenomeni che devono, necessariamente, basarsi sulla sinergia tra commercianti, che devono poter esercitare l'attività economica, e residenti, ai quali non deve essere arrecato eccessivo disturbo».
Nessuno, insomma, vuole il coprifuoco. «Mi appello al buon senso di tutti – conclude Nicola Sanna –. Ai fruitori che raggiungono la piazza e i locali affinché, dopo la chiusura, si allontanino dagli esercizi ormai chiusi. Ai commercianti, perché rispettino rigorosamente gli orari e i limiti fissati dall'ordinanza sui piccoli intrattenimenti musicali. E, infine, ai residenti, perché non siamo così intolleranti da scoraggiare la rinascita delle attività commerciali nel centro storico. Credo che con equilibrio e con il rispetto di tutte le parti, la città sarà più accogliente per tutte e tutti».
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