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Sassari

Minispot del Comune, scoppia la polemica

La giunta Bruno decide di affidare alle immagini i risultati ottenuti. Alghero Azione: è autopromozione

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ALGHERO. Ciak, si litiga. Il bilancio di fine mandato? Roba per videomaker e social media manager. Ad Alghero il racconto dell’attività amministrativa sarà affidato a una serie di filmati veicolati attraverso i social. L’ha deciso la giunta comunale. E scoppia la polemica. «L’amministrazione ha realizzato numerose opere pubbliche, numerose altre attività stanno per essere realizzate e i cittadini devono sapere», è la motivazione per cui si «attiva il servizio di videomaking e social-media marketing, che consentirà ai cittadini di conoscere l’attività nel territorio comunale, con la creazione e il mantenimento di una strategia per la comunicazione sui social media». In pratica, da qui a fine mandato i risultati colti e i lavori completati saranno raccontati per immagini. Qualcuno si occuperà della «ideazione creativa e della realizzazione da quaranta a cinquanta video di durata fra i trenta e i sessanta secondi», della «trasmissione dei video e del monitoraggio dei canali social media». «L’informazione istituzionale ha avuto un notevole evolversi dovuto alle innovazioni delle tecniche di comunicazione», è scritto ancora in delibera. «Introdurre la realizzazione di videofilmati che illustrino in maniera dettagliata i particolari interventi di realizzazione, rifacimento e miglioramento delle opere pubbliche sul territorio comunale», per la giunta è «necessario», occorre «prevedere la produzione, realizzazione e diffusione di una serie di minispot da veicolare sui principali network». Più o meno, «tre o quattro video in media al mese».

L’iniziativa non entusiasma tutti. «Qual è il confine tra comunicazione istituzionale e campagna elettorale del sindaco?», chiede Marco Di Gangi, presidente di Azione Alghero ed esponente di spicco del centrodestra. «Di questa campagna non si conosce il costo», afferma per prima cosa. «Ci sarebbe piaciuto molto di più, e avrebbe reso un servizio più utile alla collettività, se le risorse spese per glorificare il lavoro di Bruno e della sua squadra fossero state utilizzate per “promuovere” l’immagine turistica della città nei mercati cui ci rivolgiamo – aggiunge Di Gangi – ma su questo fronte dobbiamo prendere atto dell’inerzia e del fallimento di Comune e Fondazione Alghero». In soldoni, «questa è l’ennesima dimostrazione che il sindaco spende risorse pubbliche per promuovere l’immagine della sua amministrazione, ossia di sé stesso – conclude Marco Di Gangi – a un anno dalle amministrative è un bell’esempio di autocelebrazione con venature di narcisismo».

Linea alla regia. (g.m.s.)

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