Giallo sulla morte di un 34enne a Barcellona
di Gian Mario Sias
Francesco Masia, di Uri, viveva da 8 anni in Catalogna. Nei giorni scorsi era stato coinvolto in una rissa
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URI. Una morte misteriosa. Senza una causa certa e con tantissime ipotesi che si rincorrono lungo il parallelo 41, quello che congiunge Barcellona e Alghero, e attraversano il centro abitato di Uri in un amen. In questi casi, si può solo partire dalle certezze. Per rispetto di chi non c’è più e di chi piange una scomparsa improvvisa, dolorosa, dai contorni sfumati. Francesco Masia, 34 anni, di Uri, è morto due sere fa a Barcellona. Viveva nella capitale della Catalogna da otto anni. Era arrivato lì con un carico di speranze e di sogni nel cassetto.
Ci aveva anche provato, a realizzarli. Si era fidanzato. Aveva aperto un ristorante, ma le cose non erano andate come sperava. Durante tutti questi anni aveva un po’ smarrito la strada, ma a Uri tutti giurano che si fosse ritrovato, che non avesse problemi particolari. In passato, forse, mormora qualcuno. Ma ora no. Questo, almeno, è quello che si sapeva in paese.
Questo, soprattutto, è quel che sapevano i parenti. Di sicuro, per tutti, era un bravissimo ragazzo. Ecco perché la sua morte misteriosa, due sere fa, è stata come un fulmine a ciel sereno. Quella chiamata in piena notte, che ha squarciato in due la quiete della casa in cui abitano i suoi familiari, ha colto tutti di sorpresa. Una telefonata drammatica e complicatissima, per via delle differenze linguistiche. La sorella e il cognato, ieri pomeriggio, sono saliti sul primo aereo e sono andati in Spagna senza avere la minima idea sulle cause di un decesso ancora tutto da decifrare. Sempre per restare in tema di cose certe: la magistratura spagnola ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita ieri. Gli esiti sono attesi per questa mattina. Secondo la ricostruzione più ricorrente, una settimana fa Francesco Masia sarebbe stato coinvolto suo malgrado in una rissa, ma non c’è alcun riscontro che possa collegare questo episodio alla sua morte. È infatti da accertare se l’uomo abbia subito delle lesioni che gli sono costate la vita, se il cameriere sia morto in seguito alle lesioni riportate in quella scazzottata sulla quale, a tarda sera, arrivano anche alcune smentite. In alternativa, si ipotizza che il suo decesso possa essere attribuito a cause naturali e imponderabili.
Di sicuro è una tragedia che ha colpito l’intera comunità, che si è stretta intorno alla madre e alla sorella. A Uri gli erano rimaste loro, mentre suo padre è deceduto qualche anno fa e lui era rientrato per i funerali.
Ci aveva anche provato, a realizzarli. Si era fidanzato. Aveva aperto un ristorante, ma le cose non erano andate come sperava. Durante tutti questi anni aveva un po’ smarrito la strada, ma a Uri tutti giurano che si fosse ritrovato, che non avesse problemi particolari. In passato, forse, mormora qualcuno. Ma ora no. Questo, almeno, è quello che si sapeva in paese.
Questo, soprattutto, è quel che sapevano i parenti. Di sicuro, per tutti, era un bravissimo ragazzo. Ecco perché la sua morte misteriosa, due sere fa, è stata come un fulmine a ciel sereno. Quella chiamata in piena notte, che ha squarciato in due la quiete della casa in cui abitano i suoi familiari, ha colto tutti di sorpresa. Una telefonata drammatica e complicatissima, per via delle differenze linguistiche. La sorella e il cognato, ieri pomeriggio, sono saliti sul primo aereo e sono andati in Spagna senza avere la minima idea sulle cause di un decesso ancora tutto da decifrare. Sempre per restare in tema di cose certe: la magistratura spagnola ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita ieri. Gli esiti sono attesi per questa mattina. Secondo la ricostruzione più ricorrente, una settimana fa Francesco Masia sarebbe stato coinvolto suo malgrado in una rissa, ma non c’è alcun riscontro che possa collegare questo episodio alla sua morte. È infatti da accertare se l’uomo abbia subito delle lesioni che gli sono costate la vita, se il cameriere sia morto in seguito alle lesioni riportate in quella scazzottata sulla quale, a tarda sera, arrivano anche alcune smentite. In alternativa, si ipotizza che il suo decesso possa essere attribuito a cause naturali e imponderabili.
Di sicuro è una tragedia che ha colpito l’intera comunità, che si è stretta intorno alla madre e alla sorella. A Uri gli erano rimaste loro, mentre suo padre è deceduto qualche anno fa e lui era rientrato per i funerali.
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