Consorzio, la maggioranza va in pezzi
di Giovanni Bua
Dopo sei ore di dibattito ad altissima tensione l’area Spissu-Lai va sotto e alla fine boccia la “sua” mozione anti–Taula
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Alla fine la severa e urgente indagine sul consorzio provinciale non doveva essere poi così fondamentale. Dopo sei ore di dibattito, precedute dall’altra seduta fiume di giovedì, gli stessi firmatari della mozione, alleati con l’opposizione, hanno infatti bocciato il documento che chiedeva la testa di Taula, modificato nel mentre da un emendamento approvato dall’altra parte della maggioranza, che rimandava tutta la partita a una commissione speciale da istituire ad hoc. Roba da far venire il mal di testa, ma che si può sintetizzare in una frase: la maggioranza che governa Palazzo Ducale, e in particolare il gruppo del partito democratico, è andato letteralmente in pezzi.
Uno psicodramma lungo e doloroso, che ha visto l’area Spissu-Lai, che in aula di fatto ha, almeno fino a ieri, comandato, finire all’angolo e lì rimanere per sei ore di seduta. Punteggiata da parole pesantissime dei consiglieri nei confronti del sindaco Sanna, che hanno definito il suo intervento di giovedì «vomitevole» «evasivo» «rigurgitato», che gli hanno detto che «è inchiodato alla poltrona con i chiodi da venti», che è «incapace» e usa parole «disgustose». E andata avanti, tra una sospensione fiume e l’altra, dal lento sfilarsi dall’ala dura dei Dem (rappresentata da Carla Fundoni, Salvatore Sanna, Stefano Perrone, Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia, Pierpaolo Bazzoni e Giovanni Crobu) di un pezzo dopo l’altro della maggioranza e dello stesso Pd.
Prima tutte le civiche e i monogruppo, disimpegnati già da giovedì, insieme ai Dem Maria Francesca Fantato, Lisa Benvenuto e Valeria Fadda. Poi i “manchiani” Luca Taras e Bernardino Ghi, e ancora Lello Panu e Mario Pala. Una valanga che ha colpito in pieno gli autori del documento che da settimane agita il dibattito politico cittadino: la mozione presentata «con urgenza», che chiedeva al sindaco di silurare il presidente del Consorzio industriale provinciale, Pasquale Taula e annullare il licenziamento del dg Luigi Pulina e la conseguente nomina del suo successore Salvatore Demontis. Anche quando era ormai chiaro che i numeri per mandare avanti il blitz non c’erano più il blocco spissiano non si è mosso di un passo, rimandando al mittente ogni tentativo di mediazione.
Da lì è iniziato un balletto davvero difficile da raccontare senza rischiare di diventare stucchevoli. Le opposizioni, incredule per la grazie ricevuta, hanno presentato un emendamento che chiedeva di trasformare il documento in una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. I monogruppo, le liste civiche e parte del Pd hanno presentato un secondo emendamento con primo firmatario il Dem Mario Pala, che chiedeva che la questione consorzio venisse discussa in una commissione speciale istituita ad hoc. Il firmatari rimasti della mozione originale, guidati dalla capogruppo Pd Carla Fundoni, hanno risposto con un terzo emendamento, che “ripuliva” il testo da alcuni aggettivi decisamente sopra le righe e toglieva la richiesta di sospendere in autotutela il licenziamento di Pulina, ma di fatto continuava a chiedere al sindaco la testa di Taula.
A quel punto si è andati alla prima conta, tra sospensioni volanti, molte punzecchiature e un intervento del sindaco che spiegava che «la commissione speciale era la giusta mediazione». E che il capogruppo Pd (che nel mentre aveva già dichiarato la proposta irricevibile) «doveva accettarla». Conta conclusa con l’approvazione dell’emendamento «commissione speciale», col voto contrario dei duri “Dem” e l’astensione delle opposizioni.
Finita? Nemmeno per idea. Quando la mozione modificata è andata alla votazione finale le opposizioni, forse le uniche rimaste lucide dentro l’aula, hanno deciso di votare contro insieme ai firmatari della mozione originale. Il primo giro finisce in parità 14-14. Alla seconda chiama la presidente del consiglio Esmeralda Ughi sveste i panni di arbitro e piazza il voto decisivo: mozione bocciata per 14 voti a 13. Dei gravissimi problemi del consorzio industriale provinciale a Palazzo Ducale non si parlerà più. Con buona pace della «sincera preoccupazione» del partito democratico sassarese e delle sue guerre in cui non ci sono mai vincitori.
Uno psicodramma lungo e doloroso, che ha visto l’area Spissu-Lai, che in aula di fatto ha, almeno fino a ieri, comandato, finire all’angolo e lì rimanere per sei ore di seduta. Punteggiata da parole pesantissime dei consiglieri nei confronti del sindaco Sanna, che hanno definito il suo intervento di giovedì «vomitevole» «evasivo» «rigurgitato», che gli hanno detto che «è inchiodato alla poltrona con i chiodi da venti», che è «incapace» e usa parole «disgustose». E andata avanti, tra una sospensione fiume e l’altra, dal lento sfilarsi dall’ala dura dei Dem (rappresentata da Carla Fundoni, Salvatore Sanna, Stefano Perrone, Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia, Pierpaolo Bazzoni e Giovanni Crobu) di un pezzo dopo l’altro della maggioranza e dello stesso Pd.
Prima tutte le civiche e i monogruppo, disimpegnati già da giovedì, insieme ai Dem Maria Francesca Fantato, Lisa Benvenuto e Valeria Fadda. Poi i “manchiani” Luca Taras e Bernardino Ghi, e ancora Lello Panu e Mario Pala. Una valanga che ha colpito in pieno gli autori del documento che da settimane agita il dibattito politico cittadino: la mozione presentata «con urgenza», che chiedeva al sindaco di silurare il presidente del Consorzio industriale provinciale, Pasquale Taula e annullare il licenziamento del dg Luigi Pulina e la conseguente nomina del suo successore Salvatore Demontis. Anche quando era ormai chiaro che i numeri per mandare avanti il blitz non c’erano più il blocco spissiano non si è mosso di un passo, rimandando al mittente ogni tentativo di mediazione.
Da lì è iniziato un balletto davvero difficile da raccontare senza rischiare di diventare stucchevoli. Le opposizioni, incredule per la grazie ricevuta, hanno presentato un emendamento che chiedeva di trasformare il documento in una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. I monogruppo, le liste civiche e parte del Pd hanno presentato un secondo emendamento con primo firmatario il Dem Mario Pala, che chiedeva che la questione consorzio venisse discussa in una commissione speciale istituita ad hoc. Il firmatari rimasti della mozione originale, guidati dalla capogruppo Pd Carla Fundoni, hanno risposto con un terzo emendamento, che “ripuliva” il testo da alcuni aggettivi decisamente sopra le righe e toglieva la richiesta di sospendere in autotutela il licenziamento di Pulina, ma di fatto continuava a chiedere al sindaco la testa di Taula.
A quel punto si è andati alla prima conta, tra sospensioni volanti, molte punzecchiature e un intervento del sindaco che spiegava che «la commissione speciale era la giusta mediazione». E che il capogruppo Pd (che nel mentre aveva già dichiarato la proposta irricevibile) «doveva accettarla». Conta conclusa con l’approvazione dell’emendamento «commissione speciale», col voto contrario dei duri “Dem” e l’astensione delle opposizioni.
Finita? Nemmeno per idea. Quando la mozione modificata è andata alla votazione finale le opposizioni, forse le uniche rimaste lucide dentro l’aula, hanno deciso di votare contro insieme ai firmatari della mozione originale. Il primo giro finisce in parità 14-14. Alla seconda chiama la presidente del consiglio Esmeralda Ughi sveste i panni di arbitro e piazza il voto decisivo: mozione bocciata per 14 voti a 13. Dei gravissimi problemi del consorzio industriale provinciale a Palazzo Ducale non si parlerà più. Con buona pace della «sincera preoccupazione» del partito democratico sassarese e delle sue guerre in cui non ci sono mai vincitori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
