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Platamona, chiosco da demolire: il Consiglio di Stato stoppa le ruspe

di Salvatore Santoni
Platamona, chiosco da demolire: il Consiglio di Stato stoppa le ruspe

Sorso, accolto il ricorso del gestore del bar Pedifreddu. Il Comune dovrà decidere se rinviare gli altri abbattimenti

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SORSO. Le demolizioni dei chioschi abusivi di Platamona rischiano un nuovo rinvio. Il Consiglio di Stato ha congelato la rimozione del bar Pedifreddu dopo il recente rigetto da parte del Tar. Il Comune di Sorso non si è costituito in giudizio e ora dovrà decidere se cominciare con le demolizioni negli altri cinque chioschi non autorizzati che sorgono lungo la fascia costiera oppure fermarsi e attendere l’esito del ricorso: la camera di consiglio è fissata al 24 maggio.

L’impasse ha preso corpo a fine febbraio, quando il Comune ha intimato sei gestori di altrettanti chioschi di svuotare le strutture e fare le valigie. A quel punto Anna Sanna, la titolare di Pedifreddu, il bar che sorge nel parcheggio antistante al lido di Sorso, si è rivolta al Tar con gli avvocati Michele Torre e Lia Casu per chiedere lo stop alla rimozione della struttura. Il collegio dei giudici ha però rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento e il gestore ha deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato.

La decisione è arrivata venerdì mattina da Roma, quando la sesta sezione ha esaminato il nuovo ricorso di Anna Sanna, rappresentata dagli stessi avvocati Torre e Casu, decidendo di spegnere momentaneamente le ruspe. Questo perché, si legge nel decreto numero 1830/2018, «non sembra conforme al vero quanto asserito nel rapporto informativo della Polizia municipale del 18 luglio 2011 (un atto propedeutico all’ordinanza di demolizione che viene contestato dalla difesa, ndc) là dove asserisce che l’attività di somministrazione al pubblico sarebbe priva di qualsiasi titolo autorizzatorio».

Inoltre il presidente della sezione, Sergio Santoro, ha rilevato i presupposti di una situazione «ad effetti irreversibili ed irreparabili tale da non consentire di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile», decidendo quindi di sospendere l’efficacia dei provvedimenti impugnati.

In attesa del pronunciamento, previsto tra circa un mese, il piano di demolizione del Comune rischia di slittare ancora. Le ruspe sono infatti pronte dallo scorso 20 febbraio, cioè da quando l’amministrazione comunale ha assegnato l’appalto dei lavori per la rimozione forzosa dei chioschi abusivi. E già nelle ultime settimane la procedura aveva subito uno stop in attesa di conoscere l’esito del primo ricorso davanti al Tar, il tribunale amministrativo regionale.

Il rigetto da parte dei giudici amministrativi sembrava aver dato un’accelerazione ai piani del Comune, ma ora il Consiglio di Stato ha congelato la procedura. «Questa novità – spiega l’assessore alla Vigilanza edilizia, Fabio Idini – andrà analizzata già da lunedì prossimo. Serve capire quale sarà l’iter da seguire; noi avevamo deciso di effettuare un unico intervento su tutti i chioschi, e infatti l’appalto prevede complessivamente la rimozione di sei strutture. Vedremo quale sarà la decisione che prenderanno gli uffici, ma una cosa è certa: dobbiamo far rispettare la legge».

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