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Sassari

LE REAZIONI A SASSARI  

«Basta liti, scontri e divisioni è il momento di pensare alla città»

«Basta liti, scontri e divisioni è il momento di pensare alla città»

SASSARI. Caro Pd così non va. È un invito accorato, affettuoso e arrabbiato quello che arriva dal popolo dem. E che unisce un ex operaio che dopo 70 anni di militanza per la prima volta non ha votato...

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SASSARI. Caro Pd così non va. È un invito accorato, affettuoso e arrabbiato quello che arriva dal popolo dem. E che unisce un ex operaio che dopo 70 anni di militanza per la prima volta non ha votato a un ex sindaco che chiede al suo “collega” Sanna di cercare l’unità. Un prete di periferia che racconta i problemi della sua gente a due ex ministri, che parlano di disagio, immedesimazione, responsabilità. Un ex deputato e un dirigente dell’Anpi. È un invito a fermarsi, unico modo per iniziare ad andare avanti.

Quando è entrato nel primo circolo del Pci Angelo Solinas aveva 14 anni. Ora, che ne ha 84, e ha attraversato tutta la tumultuosa vita del suo partito sempre con le varie tessere in tasca e un’immutata passione nel cuore, per la prima volta lo scorso marzo non ha votato. «Nella mia vita ho sempre lavorato – racconta – muratore, operaio. Ho fatto sindacato, ma soprattutto ho fatto vita di sezione, volantinaggi, dibattiti, visite casa per casa. Ora però in questo partito non mi ci riconosco più. Rimango un uomo di sinistra, che non vuole padroni, e che è pronto a ripartire dalle idee e dai problemi reali. Ma non ad assistere a risse, prove di forza e manifestazioni di debolezza. Quello che succede in città mi addolora, e mi fa arrabbiare. E finché non la smetteranno non voterò più».

Di guerra da fermare parla l’ex sindaco socialista (e presidente della commissione garanzia del Pd), Marco Fumi. «Il Pd a Sassari ha avuto e ha responsabilità alte ed energie e personalità sufficienti per dare risposte alla città sottraendosi al clima ingiustificato e dannoso di guerra continua. Il segretario provinciale ha richiamato tutti alla consapevolezza e alla compostezza. Purtroppo le dichiarazioni successive hanno approfondito solchi anziché spianare strade. Aldilà del merito delle questioni amministrative, sempre complicate e delicate, il sindaco deve essere punto di unità, cominciando dalla propria maggioranza. Spetta al sindaco azzerare tutte le parole e gli atteggiamenti passati e presenti, propri e altrui e, con una coraggiosa azione di intelligenza e di consapevolezza trovare i modi e le ragioni dell’unità».

«Anche lontano seguo con disagio e sofferenza crescente ma allo stesso tempo con immedesimazione». Parole dell’ex ministro della Difesa e sottosegretario della presidenza del consiglio Arturo Parisi. «So per esperienza che in fondo le divisioni anche quando sembrano riguardare le “cose” chiamano prima o poi in causa il “chi” le fa. È la parte difficile. Per la prima spesso basterebbero i tecnici. La grandezza della politica è costruire una unità sempre più grande a partire da distinzioni e divisioni. I partiti servono a unirsi per unire, non a dividersi per dividere. Vedo invece il partito che ho immaginato e contribuito a fondare attraversato da troppe divisioni, indifferenti a chi sta fuori. Dalle continue logoranti direzioni regionali, alla nostra Sassari. Dove sta quella comunità più ristretta che chiamiamo partito? È possibile che la gara a chi comanda di più, dalla Regione ai centri di potere negli enti di origine pubblica si svolga, spesso rabbiosa, all’oscuro? Solo ed esclusivamente concentrata sul chi deve andare al comando o farsi da parte, e quasi mai sulle tante cose da fare assieme, non sulle poche che restano ancora da spartire? Possiamo continuare a sprecare così la nostra città e le nostre vite?»

Alla ragionevolezza si appella l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer. «A livello nazionale viviamo una fase delicatissima. Che ci insegna che bisogna far precedere la tutela della propria identità alla ragionevolezza, perché la democrazia funziona solo se la libertà non diventa inconcludenza. Le differenze non piccole che esistono all’interno dei partiti, del mio partito, devono essere superare. Perché la litigiosità è una brutta malattia, che impedisce di portare avanti quello che deve essere l’unico obiettivo di una sinistra democratica e riformista: realizzare nei fatti il processo di cambiamento del mondo del lavoro e perseguire la giustizia sociale».

«Sono mortificato e addolorato della lotta interna nel Pd sassarese e del modo in cui si svolge – sottolinea l’ex deputato Guido Melis –. Lo dico come cittadino, come elettore e come uno che nel Pd ci ha creduto subito. Si può dissentire, nel Pd lo si é sempre fatto. Ma i cittadini devono capire su che cosa. Ci si divide sui valori, sui programmi, non sulle persone. Siamo diventati il partito delle nomine. Sbagliano tutti. Il sindaco, che era stato eletto con un mandato popolare e doveva farlo valere, mentre si è infilato nella trappola del gioco delle correnti. E i suoi avversari, che il giorno dopo elezioni rovinose, invece di riflettere sulla sconfitta ingaggiano questo sanguinoso gioco al massacro».

Alla sua gente pensa don Gavino Sini, prete-operaio, parroco di Latte Dolce e per anni cappellano dei lavoratori Fiat a Torino. «Sassari ha bisogno di dialogo, di respiro, di risposte e soprattutto di prospettive. Io ogni giorno tocco con mano la disperazione della gente. E più della povertà a pesare è la mancanza di un’idea di futuro. Basta liti dunque, perché a Sassari servono progetti chiari, reali, profondi e condivisi. E in fretta».

«Le beghe di partito, le liti tra correnti, la guerra senza fine, finiscono per minare quello che invece deve essere un bastione contro l’avanzata delle destre e del populismo». Questa la preoccupazione di Piero Cossu, dirigente nazionale Anpi ed ex segretario generale della Cgil: «Finiscono per negare risposte e rappresentatività a un intero popolo. Io spero che il Pd abbia uno scatto di orgoglio, perché, pur non avendone mai fatto parte, l’ho sempre considerato un garante della libertà». (g.bua)

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