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Sassari

Sit in dei dipendenti Secur all’ospedale

Sit in dei dipendenti Secur all’ospedale

I lavoratori con la Cisl Fisascat e la Cgil hanno manifestato fino a notte. Stipendi ancora in ritardo

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SASSARI. «Il sindacato non permetterà che i lavoratori del Gruppo Secur perdano il posto: vogliamo garanzie perché non si crei una nuova emergenza sociale e perché possa cessare la disperazione delle famiglie». Maria Giovanna Mela, segretaria della Cisl Fisascat ieri mattina era a fianco al gruppo di dipendenti della società che svolge il servizio di vigilanza e portierato negli ospedali. Cisl e Cgil ieri hanno organizzato un sit in davanti al Santissima Annunziata. Proprio l’Azienda ospedaliero universitaria deve decidere se modificare la delibera dello scorso dicembre che cancella il posto di novanta portieri, perchè non sarebbero più necessari nell’organico fissato dal nuovo appalto di vigilanza vinto dalla Coopservice. Al loro posto, sono previste guardie armate, ma non tutti i portieri avrebbero i requisiti per questo cambio di mansione.

Quindi il sit in di ieri che è andato avanti fino a tarda notte, era il modo per far sentire ancora una volta, dopo le altre manifestazioni di protesta attuate dai lavoratori in questo mese, la voce di chi non solo aspetta di vedersi pagare lo stipendio, ma naviga anche nell’incertezza.

«Non riusciamo a comprendere perché il nuovo appalto preveda un così consistente numero di guardie armate, numero che rappresenta anche un costo maggiore per l’Azienda ospedaliero universitaria», rincara Maria Giovanna Mela. Secondo i sindacati la situazione si sta avvitando e non arrivano mai risposte chiare. Tutto è fumoso, compresa la data del cambio di appalto, con i lavoratori che lavorano senza essere pagati e la Secur gestisce il servizio in proroga, in quanto il suo contratto è scaduto proprio lo scorso dicembre. In una situazione così complessa, i dipendenti della società di vigilanza Secur continuano a sentirsi presi in giro. La promessa di pagamento è stata mantenuta a metà: stanno lentamente cominciando ad arrivare stipendi arretrati ma il pagamento riguarda solo la mensilità di febbraio e non quella di marzo. «L’azienda ci ha detto che non ha a disposizione altre somme – racconta la segretaria Fisascat –. Ci chiediamo come vengano utilizzati i soldi destinati alle mensilità dei dipendenti»

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