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Sassari

«Sono dispiaciuto ma dovevo farlo»

«Dal punto di vista umano sono davvero dispiaciuto, ma io devo attenermi a svolgere correttamente, fino in fondo, il ruolo che mi è stato affidato». Piero Bulla è il presidente provinciale dell’Ordine...

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«Dal punto di vista umano sono davvero dispiaciuto, ma io devo attenermi a svolgere correttamente, fino in fondo, il ruolo che mi è stato affidato». Piero Bulla è il presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Sassari, e anche se non ne è per nulla felice, l’inchiesta della Procura di Sassari che vede indagati cinquantasei infermieri parte proprio dalla sua penna. Come responsabile dell’Opi è stato lui a inviare ai carabinieri e al Ministero della Salute gli elenchi dei professionisti cancellati dall’albo per non avere versato le quote d’iscrizione. «È un obbligo di legge al quale devo adempiere. Bisogna precisare che l’Ordine non si è comportato come un aguzzino e prima di cancellare chi non era in regola con i pagamenti, ha cercato ogni strada per evitare la misura estrema, sollecitando più e più volte gli iscritti a saldare il loro debito», spiega. «Il Consiglio direttivo ha deliberato di procedere alla cancellazione solo dopo un’insolvenza di due anni. E noi siamo andati ben oltre questo limite, e siamo andati avanti con le espulsioni partendo dai casi in cui i pagamenti mancavano da almeno tre anni. Più di così cosa potevamo fare? Ci sono delle leggi ed è nostro dovere rispettarle e farle rispettare» continua Bulla, amareggiato. «A Sassari e Gallura abbiamo circa 3.500 iscritti, e ogni anno, che tutti regolarizzino la loro iscrizione o no, noi dobbiamo versare le quote relative a 3.500 professionisti alla Federazione nazionale. Dobbiamo quindi farci carico anche delle quote non versate da chi non
è in regola e questo ci espone finanziariamente». (v.g.)


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