caduti in guerra
Giovanni Solinas, il marinaio eroe dimenticato
PORTO TORRES. Lunedì ricorre l’anniversario della morte del marinaio Giovanni Solinas - a cui è stata intitolata la sede locale dell’Associazione marinai d’Italia - caduto a 21 anni per difendere i...
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PORTO TORRES. Lunedì ricorre l’anniversario della morte del marinaio Giovanni Solinas - a cui è stata intitolata la sede locale dell’Associazione marinai d’Italia - caduto a 21 anni per difendere i valori della Patria durante la seconda guerra mondiale.
A ricordare la vicenda di Nino, come lo chiama ancora oggi la sorella Costanza, è stato l’appassionato di storia locale Moreno Nocco che ha scritto il libro sui caduti di Porto Torres nelle due guerre mondiali.
Giovanni Solinas era un marinaio imbarcato sul Regio cacciatorpediniere “Leone Pancaldo” che affondò la mattina del 30 aprile 1943, dopo avere subito ripetuti attacchi aerei da parte degli Alleati. Colpito alle macchine, il Pancaldo si inabissò alle 12,30 a due miglia da Capo Bon lungo le coste della Tunisia, nel mare Mediterraneo centrale. Nell’affondamento perirono 124 uomini su 280.
Il corpo di Giovanni Solinas non venne mai trovato e alcuni marinai superstiti riferirono che nell’imminenza dell’affondamento si prodigò coraggiosamente riuscendo a mettere in salvo diversi componenti dell'equipaggio. E per questo atto eroico nel 1947 gli venne conferita alla memoria la Croce di Guerra al Valor Militare. La madre di Nino, Michelina Sanna, ricoprì la carica di Patronessa dell’Anmi, mentre la sorella Costanza Solinas quella di madrina dell’attuale sede di via Ponte Romano 95. (g.m.)
A ricordare la vicenda di Nino, come lo chiama ancora oggi la sorella Costanza, è stato l’appassionato di storia locale Moreno Nocco che ha scritto il libro sui caduti di Porto Torres nelle due guerre mondiali.
Giovanni Solinas era un marinaio imbarcato sul Regio cacciatorpediniere “Leone Pancaldo” che affondò la mattina del 30 aprile 1943, dopo avere subito ripetuti attacchi aerei da parte degli Alleati. Colpito alle macchine, il Pancaldo si inabissò alle 12,30 a due miglia da Capo Bon lungo le coste della Tunisia, nel mare Mediterraneo centrale. Nell’affondamento perirono 124 uomini su 280.
Il corpo di Giovanni Solinas non venne mai trovato e alcuni marinai superstiti riferirono che nell’imminenza dell’affondamento si prodigò coraggiosamente riuscendo a mettere in salvo diversi componenti dell'equipaggio. E per questo atto eroico nel 1947 gli venne conferita alla memoria la Croce di Guerra al Valor Militare. La madre di Nino, Michelina Sanna, ricoprì la carica di Patronessa dell’Anmi, mentre la sorella Costanza Solinas quella di madrina dell’attuale sede di via Ponte Romano 95. (g.m.)
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