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Sassari, la scuola mai nata è diventata una stalla

L’ex Iti2 di Baldinca, costato 5 miliardi di lire negli anni ’90, è usato come ricovero per il bestiame

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SASSARI. La scuola mai nata diventa una stalla. È una fine davvero ingloriosa quella dell’edificio realizzato alla confluenza di via Baldinca con via Viziliu, a Li Punti, a pochi chilometri dalla città. Costruito negli anni ’90 dall’amministrazione provinciale di Sassari, con 5 miliardi di lire finanziati della Cassa depositi e prestiti, per decenni è stata una sempre più clamorosa incompiuta. Rimbalzata tra i tanti tentativi di mettere a frutto lo stabile, nel mentre diventato meta di vandali e sbandati, che l’hanno spogliato di ogni bene, distrutto, incendiato. E ora hanno pensato bene di usarlo per ricovero del bestiame.

È una storia lunga e complicata quella di questo stabile da 20mila metri quadri. Che si inserisce in un complesso di edilizia destinata a usi pubblici con origini negli anni ’70. A Baldinca la Provincia di Sassari aveva infatti costruito un complesso che doveva ospitare il nuovo ospedale psichiatrico. Progetto spazzato via dalla legge Basaglia. La struttura al momento dell’abolizione dei manicomi non era stata completata, per cui l’amministrazione provinciale non aveva faticato troppo a trovare una nuova destinazione per quelle decine di stabili che insistono su un’area delimitata da via Baldinca e via Viziliu, confinante con San Giovanni e Li Punti. E che adesso ospita uffici della Regione, della Soprintendenza e - ovviamente - dell’amministrazione provinciale di.

Nella prima metà degli anni Novanta, l’Istituto Tecnico Industriale “Giommaria Angioy”, registrò la punta massima della frequenza, con circa duemila iscritti, “costretti” nella vecchia sede di via Principessa Mafalda di Savoia. L’idea della Provincia di Sassari fu quindi quella di costruire un nuovo istituto tecnico industriale, con una progettazione moderna e più razionale, e 5 miliari di finanziamento della CdP. La Provincia, però, non aveva fatto i conti con il collegio dei docenti e con il Consiglio di istituto, che bocciò il progetto.

Da lì è andato avanti il lungo balletto di tentativi di ridare la vita alla struttura da 20mila metri quadri. Bersaglio però dei soliti vandali, di ladri di attrezzature edili e writer che hanno decorato aule e corridoi della scuola. E per ultimo degli incendiari, che nel settembre del 2017 appiccarono il fuoco al poco rimasto in piedi.

Tutto mentre la Provincia, dopo aver trasferito nei seminterrati della vecchia scuola parte dell’archivio corrente, lavorava per usare l’ex Iti2 per ospitare gli archivi dell’amministrazione provinciale. Nel dicembre 2016, infatti, il commissario straordinario Guido Sechi aveva dato l’ok a una delibera con la quale approvava «il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di completamento dell’edificio “ex Iti2” in località Baldinca, primo stralcio funzionale per la realizzazione dei locali archivio». L’importo complessivo dei lavori era di un milione e 469 mila euro (999 mila per lavori a base d’asta).

Le risorse però non sono mai spuntate fuori. E alla fine le uniche ad arrivare sono state le vacche.

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