Grandi numeri all’ippodromo nelle prime giornate di gara
di Barbara Mastino
Negli appuntamenti di apertura giocati oltre 220mila euro con migliaia di presenze in tribuna Grazie alla sponsorizzazione del Rotary, domani parte la sperimentazione delle corse al venerdì
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OZIERI. È partita benissimo la stagione primaverile nell’ippodromo di Chilivani dopo la grande paura della chiusura sventata sul filo di lana a quattro giorni dall’inizio delle corse. La deroga al famigerato “decreto Castiglione” che aveva annunciato la chiusura di undici ippodromi italiani tra cui i tre sardi ha consentito di aprire la stagione il 22 aprile, con un successo annunciato: circa 4000 presenze tra il pubblico ma anche un importante movimento al totalizzatore per le gare locali (la discriminante negativa che aveva motivato la minaccia di chiusura), con 17mila euro giocati sil posto e 100mila da altri canali. Un volume che si è toccato anche nella seconda giornata, sabato 28 aprile, con 14 mila euro giocati a Chilivani e 95mila giocati sugli altri canali, sempre sulle gare chilivanesi. La seconda giornata, seppur meno “appetibile” della prima sia per il livello dei montepremi sia per l’importanza delle gare (il 22 si correva la Wathba Stallion Cup), ha comunque portato nel Don Dodato Meloni un discreto numero di presenze (quasi un migliaio i paganti più gli addetti ai lavori) confermando gli altri numeri grazie ai quali Chilivani può competere con i più grandi ippodromi italiani: 64 cavalli partenti, dieci in meno dei 74 della prima giornata. Numeri che si confermeranno domani nella terza giornata, che si corre in via sperimentale di venerdì e che è totalmente sponsorizzata dal Rotary Club, «sodalizio da sempre vicino al mondo dell’ippica e uno dei più grandi sostenitori dell’ippodromo Meloni», commenta il presidente Nicola Fois. Struttura che continua a difendersi più che bene, «in attesa della pronuncia del Tar, attesa per metà maggio – dice Fois – che ci auguriamo cancelli in via definitiva il contestato decreto Castiglione, così come ci auguriamo che il prossimo governo attui politiche di salvaguardia e rivalutazione del mondo dell’ippica, con un occhio di riguardo per la Sardegna dove il cavallo non è solo sport ma è anche e soprattutto economia e cultura».
Sono comunque già confermate le quattro date di maggio e la chiusura del 3 giugno, giornata nella quale si correrà la seconda gara organizzata con gli emiri arabi, «con i quali – rivela Fois – stiamo già trattando l’organizzazione di un’ulteriore manifestazione per la stagione estiva». Ci sono insomma tanti segnali positivi, e il morale è abbastanza alto. «Nonostante la crisi del settore – dice Fois – guardiamo avanti, e stiamo facendo tutto il possibile per mantenere l’impianto in piena efficienza. Certo, visti i “numeri”, Chilivani meriterebbe più fondi: se ricevessimo solo la metà di quanto viene dato a impianti che non fanno meglio di noi, l’ippodromo non sarebbe solo una struttura sportiva ma un vero e proprio “parco”».
Sono comunque già confermate le quattro date di maggio e la chiusura del 3 giugno, giornata nella quale si correrà la seconda gara organizzata con gli emiri arabi, «con i quali – rivela Fois – stiamo già trattando l’organizzazione di un’ulteriore manifestazione per la stagione estiva». Ci sono insomma tanti segnali positivi, e il morale è abbastanza alto. «Nonostante la crisi del settore – dice Fois – guardiamo avanti, e stiamo facendo tutto il possibile per mantenere l’impianto in piena efficienza. Certo, visti i “numeri”, Chilivani meriterebbe più fondi: se ricevessimo solo la metà di quanto viene dato a impianti che non fanno meglio di noi, l’ippodromo non sarebbe solo una struttura sportiva ma un vero e proprio “parco”».
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