Carpinelli: «L’Università è un esempio virtuoso»
Il rettore vuole fare da pungolo: «Spendiamo milioni di finanziamenti e siamo in costante crescita»
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SASSARI. «L’Università è un esempio perfetto di buona amministrazione». Il moto del rettore Massimo Carpinelli, distillato all’osso, suona così: «Si può fare».
E in un’isola piuttosto lamentosa, china sulla propria crisi, è un messaggio positivo. «Speriamo di funzionare da pungolo per le amministrazioni, perché rimboccandosi le maniche e lavorando sodo i risultati arrivano».
«Parlando di Sassari si sente spesso la parola declino – dice il rettore – ma l’Università non è affatto in declino. E questo si deve alla nostra capacità di reperire e spendere finanziamenti». In ballo c’è il bando per l’efficientamento energetico degli edifici universitari. «Siamo i primi in Sardegna che lavoreremo su questo versante. Ci sono 90 milioni di euro sull’edilizia, e altri 180 milioni messi a correre dall’Azienda Ospedaliera Universitaria». Infine il progetto più ambizioso dell’Ateneo: «Se tutto filerà per il verso giusto, potremo ottenere un miliardo di euro per la realizzazione del laboratorio per lo studio delle onde gravitazionali, con l’installazione del Einstein Telescope nel sito minerario di Sos Enattos a Lula. C’erano diverse regioni che miravano a ottenere il finanziamento, e noi siamo riusciti a batterle. Con questa attrazione di risorse, l’Università si candida a diventare uno dei motori di crescita economica della Regione». Naturalmente lo stato di salute di un Ateneo si misura anche con altri indicatori. «Abbiamo invertito la pericolosa tendenza nazionale del calo delle iscrizioni. Da qualche anno il nostro trend è di un incremento degli studenti del 10 per cento». L'attrattiva è un fattore innescato innanzitutto dal livello della didattica e dei docenti. Ma questo è solo una componente positiva che incide sulle scelte degli studenti: «Il territorio e le istituzioni devono fare la loro parte – avverte Massimo Carpinelli – perché il tessuto sociale e quello urbanistico sono aspetti di enorme importanza. La residenzialità studentesca e l’efficienza dei servizi sono cose sulle quali deve operare un’amministrazione comunale. Noi ci mettiamo del nostro, con iniziative di ogni tipo: didattica nelle carceri, progetti di inclusione con i rifugiati, Erasmus, gemellaggio con la Cina, formazione con le aziende. Dimostrando che le cose, col giusto impegno e capacità, si possono fare». (lu.so.)
E in un’isola piuttosto lamentosa, china sulla propria crisi, è un messaggio positivo. «Speriamo di funzionare da pungolo per le amministrazioni, perché rimboccandosi le maniche e lavorando sodo i risultati arrivano».
«Parlando di Sassari si sente spesso la parola declino – dice il rettore – ma l’Università non è affatto in declino. E questo si deve alla nostra capacità di reperire e spendere finanziamenti». In ballo c’è il bando per l’efficientamento energetico degli edifici universitari. «Siamo i primi in Sardegna che lavoreremo su questo versante. Ci sono 90 milioni di euro sull’edilizia, e altri 180 milioni messi a correre dall’Azienda Ospedaliera Universitaria». Infine il progetto più ambizioso dell’Ateneo: «Se tutto filerà per il verso giusto, potremo ottenere un miliardo di euro per la realizzazione del laboratorio per lo studio delle onde gravitazionali, con l’installazione del Einstein Telescope nel sito minerario di Sos Enattos a Lula. C’erano diverse regioni che miravano a ottenere il finanziamento, e noi siamo riusciti a batterle. Con questa attrazione di risorse, l’Università si candida a diventare uno dei motori di crescita economica della Regione». Naturalmente lo stato di salute di un Ateneo si misura anche con altri indicatori. «Abbiamo invertito la pericolosa tendenza nazionale del calo delle iscrizioni. Da qualche anno il nostro trend è di un incremento degli studenti del 10 per cento». L'attrattiva è un fattore innescato innanzitutto dal livello della didattica e dei docenti. Ma questo è solo una componente positiva che incide sulle scelte degli studenti: «Il territorio e le istituzioni devono fare la loro parte – avverte Massimo Carpinelli – perché il tessuto sociale e quello urbanistico sono aspetti di enorme importanza. La residenzialità studentesca e l’efficienza dei servizi sono cose sulle quali deve operare un’amministrazione comunale. Noi ci mettiamo del nostro, con iniziative di ogni tipo: didattica nelle carceri, progetti di inclusione con i rifugiati, Erasmus, gemellaggio con la Cina, formazione con le aziende. Dimostrando che le cose, col giusto impegno e capacità, si possono fare». (lu.so.)
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