La ferrovia ha riaperto ma Giave è in ginocchio
Lavori in tempi record di Rfi dopo il deragliamento sulla Macomer-Chilivani La bomba d’acqua ha causato danni ingentissimi nel paese e nell’agro
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SASSARI. Riprenderà questa mattina alle 5.36 la circolazione ferroviaria sulla linea Macomer – Ozieri-Chilivani, sospesa dal 7 maggio, fra Bonorva e Torralba, per l’uscita dai binari di un treno regionale conseguente all’erosione della massicciata causata dalle abbondanti precipitazioni che hanno colpito la zona.
La riapertura della linea arriva al termine dei lavori di ripristino e di messa in sicurezza eseguiti da Rete Ferroviaria Italiana, iniziati subito dopo la rimozione del treno regionale coinvolto.
Impressionanti i numeri messi in campo per garantire la riapertura in tempi record della linea: oltre 100 i tecnici di Rfi e della ditta appaltatrice che hanno lavorato rispettando un cronoprogramma serrato, con turni 24 ore su 24, per un totale di ottanta ore consecutive per rinnovare la massicciata ferroviaria, i tratti di rotaia e le traverse danneggiati. Impegnati tre escavatori a pala, 5 demolitori, 15 camion, una locomotiva e un camion che hanno mobilitato 1000 metri cubi di materiale. Letteralmente ricostruiti 100 metri di corpo stradale, la massicciata su cui posavano i binari travolta dalla rabbiosa bomba d’acqua che si è abbattuta su tutto il territorio di Giave lunedì sera. Massicciata su cui sono stati posati 400 metri di traversine e rotaie, e su cui sono stati ripristinati 200 metri di canali d i scolo. Uno sforzo davvero “muscolare” da parte della Rete Ferroviaria Italiana,con Trenitalia che, per garantire la mobilità, durante i lavori, ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Macomer e Ozieri-Chilivani.
Se la ferrovia riparte a finire sulle ginocchia è stato tutto il teritorio di Giave. Strade in sistemazione, come quella del depuratore o quella di Coas Toltas, con tutto il materiale spazzato via dall’acqua e lavori da riprendere da capo. Acqua che si è riversata come una furia dentro le abitazioni del paese, ma anche nelle aziende dell’agro: le viogne di Nieddu, il mangimificio Chessa, i terreni seminati in tutto l’agro. Lavori ancora in corso sulla provinciale Giave Bonorva, dove gli operai della provincia hanno quattro frane importanti da mettere in sicurezza. Un bollettino di guerra insomma, con la sindaca Maria Antonietta Uras che ieri ha dichiarato lo stato di calamità naturale. (g.bua)
La riapertura della linea arriva al termine dei lavori di ripristino e di messa in sicurezza eseguiti da Rete Ferroviaria Italiana, iniziati subito dopo la rimozione del treno regionale coinvolto.
Impressionanti i numeri messi in campo per garantire la riapertura in tempi record della linea: oltre 100 i tecnici di Rfi e della ditta appaltatrice che hanno lavorato rispettando un cronoprogramma serrato, con turni 24 ore su 24, per un totale di ottanta ore consecutive per rinnovare la massicciata ferroviaria, i tratti di rotaia e le traverse danneggiati. Impegnati tre escavatori a pala, 5 demolitori, 15 camion, una locomotiva e un camion che hanno mobilitato 1000 metri cubi di materiale. Letteralmente ricostruiti 100 metri di corpo stradale, la massicciata su cui posavano i binari travolta dalla rabbiosa bomba d’acqua che si è abbattuta su tutto il territorio di Giave lunedì sera. Massicciata su cui sono stati posati 400 metri di traversine e rotaie, e su cui sono stati ripristinati 200 metri di canali d i scolo. Uno sforzo davvero “muscolare” da parte della Rete Ferroviaria Italiana,con Trenitalia che, per garantire la mobilità, durante i lavori, ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Macomer e Ozieri-Chilivani.
Se la ferrovia riparte a finire sulle ginocchia è stato tutto il teritorio di Giave. Strade in sistemazione, come quella del depuratore o quella di Coas Toltas, con tutto il materiale spazzato via dall’acqua e lavori da riprendere da capo. Acqua che si è riversata come una furia dentro le abitazioni del paese, ma anche nelle aziende dell’agro: le viogne di Nieddu, il mangimificio Chessa, i terreni seminati in tutto l’agro. Lavori ancora in corso sulla provinciale Giave Bonorva, dove gli operai della provincia hanno quattro frane importanti da mettere in sicurezza. Un bollettino di guerra insomma, con la sindaca Maria Antonietta Uras che ieri ha dichiarato lo stato di calamità naturale. (g.bua)
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