Visite private con macchinari ospedalieri, più controlli sui medici
Linea dura sull'intramoenia. Moirano: «A Sassari c'è una vera anomalia»
SASSARI. In una recente intervista alla Nuova, il manager dell’Ats Moirano ha puntato il dito sull’intramoenia sassarese, definendola «una vera anomalia». L’intramoenia pura è quel servizio privato svolto dai medici utilizzando i macchinari e i locali degli ospedali. In media il 60 per cento degli incassi va allo specialista, il 40 li incamera l’Asl a titolo di rimborso spese. Poi c’è l’intramoenia allargata, destinata progressivamente a scomparire, nella quale il medico è convenzionato con l’Asl, rientra negli elenchi Cup, ma si appoggia al proprio ambulatorio privato e alla propria strumentazione. In questo caso l’80% degli incassi va al privato, il 20 al pubblico.
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La regola del regime di intramoenia dice che se il reparto di Cardiologia eroga 100 visite al mese, allora l’équipe che ci lavora non può superare le 100 prestazioni in ambito di intramoenia. Cosa non funziona? Ad esempio un medico chiede di utilizzare nel pomeriggio i locali di un reparto dalle 15 alle 20 per l’intramoenia, ma poi li adopera per un paio d’ore. A quel punto le ore sprecate verranno assegnate ad un altro specialista. Altra anomalia: i primari non sono tenuti a svolgere prestazioni ambulatoriali al pubblico, però mantengono ugualmente l’intramoenia, soprattutto quella allargata che garantisce maggiori margini di guadagno. E se vogliono i primari hanno ancora gli strumenti per promuovere la propria attività privata. Nel senso che i pazienti che hanno il primo accesso in intramoenia allargata, non devono attendere mesi per il successivo ricovero o intervento chirurgico.
La seconda agenda di appuntamenti, infatti, quella che ospita i controlli successivi alla diagnosi o all’intervento, non passa attraverso il Cup, ma viene gestita dagli specialisti. E nonostante i controlli c’è sempre qualche spazio di manovra da parte del medico per inserire qualche utente in canali privilegiati. Per questo, in alcuni ambiti dove le prenotazioni sono infinite, tipo Urologia e calcoli renali, o Oculistica aspirazione di cataratta, la Regione ha imposto dei protocolli più stringenti, chiamati day service, che marcano strettissimo l’operato dei medici, inglobando tutte le agende all’interno del Cup. Poi le fatture si pagano non al professionista ma alla cassa ticket, e per l’intramoenia allargata è obbligatorio l’utilizzo del Pos, che traccia prestazioni e compensi. (lu.so.)
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