La Corsa futurista
Motori ruggenti e donne fatali, il successo del Club Il Volante
SASSARI. La Corsa Futurista con motori antichi e donne fatali vestite con fogge ed abiti d’epoca del periodo futurista ha incuriosito e incantato i sassaresi. In occasione di Monumenti aperti, la...
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SASSARI. La Corsa Futurista con motori antichi e donne fatali vestite con fogge ed abiti d’epoca del periodo futurista ha incuriosito e incantato i sassaresi. In occasione di Monumenti aperti, la quarta edizione della i Corsa Futurista, organizzata dal Club Il Volante affiliato Asi, e con il patrocinio del Comune di Sassari, ha ripetuto e ampliato il successo delle precedenti. In piazza d’Italia la partenza con il pubblico che ha fatto ala alle numerose auto accorse da tutta l’isola, con modelli storici di grande e bellezza risalenti agli anni ’30 del secolo scorso. Tante modelle e modelli vestiti alla moda dei primi anni del ’900 in sintonia con i tempi del futurismo italiano che a bordo delle auto d’epoca hanno percorso le piazze e le vie della città umbertina e medievale.
La seconda giornata della Corsa Futurista è svolta interamente in piazza d’Italia, attraverso una manifestazione statica che ha visto come “regina - sovrana” dell’evento la prima auto arrivata in Sardegna nel 1903 con modalità del tutto singolari, se non persino uniche. Vinta da un fortunato quanto moderno e accorto agricoltore di Sestu, Efisio Manunza, abbonato al “Coltivatore”, l’auto, una “Vermorel Type 2” del 1898 è stata recapitata regolarmente sul porto di Cagliari preceduta da un telegramma laconico e semplice. Trainata da due buoi, l’auto della potenza di 12 cavalli è stata portata a Sestu perché nessuno allora la sapeva guidare. Lasciata in stallo per sei mesi, solo dopo ha percorso le strade di Cagliari e i dintorni. «La Vermorel type 2 è proprio l’emblema della manifestazione Corsa Futurista – afferma la presidente del Club Il Volante, Wanda Casula –, perché rappresenta con efficacia il fervore di quegli anni votati al dinamismo ed alla velocità delle auto e non sol. Intorno alla Vermorel Type 2 si sono schierate in cerchio sparse nella piazza oltre cinquanta auto di varie epoche dei soci del Volante. Alla manifestazione ha partecipato Giuseppe Di Mauro, alto commissario dell’Asi, e ha portato il saluto e ringraziamento al club il sindaco Nicola Sanna.
La seconda giornata della Corsa Futurista è svolta interamente in piazza d’Italia, attraverso una manifestazione statica che ha visto come “regina - sovrana” dell’evento la prima auto arrivata in Sardegna nel 1903 con modalità del tutto singolari, se non persino uniche. Vinta da un fortunato quanto moderno e accorto agricoltore di Sestu, Efisio Manunza, abbonato al “Coltivatore”, l’auto, una “Vermorel Type 2” del 1898 è stata recapitata regolarmente sul porto di Cagliari preceduta da un telegramma laconico e semplice. Trainata da due buoi, l’auto della potenza di 12 cavalli è stata portata a Sestu perché nessuno allora la sapeva guidare. Lasciata in stallo per sei mesi, solo dopo ha percorso le strade di Cagliari e i dintorni. «La Vermorel type 2 è proprio l’emblema della manifestazione Corsa Futurista – afferma la presidente del Club Il Volante, Wanda Casula –, perché rappresenta con efficacia il fervore di quegli anni votati al dinamismo ed alla velocità delle auto e non sol. Intorno alla Vermorel Type 2 si sono schierate in cerchio sparse nella piazza oltre cinquanta auto di varie epoche dei soci del Volante. Alla manifestazione ha partecipato Giuseppe Di Mauro, alto commissario dell’Asi, e ha portato il saluto e ringraziamento al club il sindaco Nicola Sanna.
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