L'ultimo saluto a Manlio Brigaglia
I funerali a San Paolo alle 11 oggi 12 maggio. Commosso omaggio alla camera ardente
SASSARI. Il gonfalone del Comune e quello del liceo Azuni. Un grande crocifisso e sulla bara la toga accademica. Intorno alle spoglie di Manlio Brigaglia – ieri mattina 11 maggio nella camera ardente allestita nella sede del Dipartimento di Storia – c’erano i simboli delle cose importanti che hanno orientato la vita del grande intellettuale scomparso l’altro ieri: la fede cristiana, i valori civici della cittadinanza repubblicana, la scuola, l’università, la cultura intesa come impegno etico.
Tanta gente a salutare Manlio Brigaglia. Molti suoi ex alunni: Guido Melis, Gianni Francioni, Piero Sanna, Bruno Dettori tra gli altri. E politici: Arturo Parisi, Gavino Manca, Luigi Arru, Giorgio Macciotta, Billia Pes, Piero Cossu, Giacomo Spissu. Ma anche molte persone comuni, a testimonianza del legame forte che Brigaglia aveva con Sassari come con tutta l’isola. Persone venute a rendere omaggio a un uomo giusto, che ha saputo dare voce a un’esigenza diffusa di rigore intellettuale e morale.
C’era anche il mondo accademico, che Manlio Brigaglia ha frequentato con spirito di servizio e insieme con un’attitudine critica rara. In apertura di una cerimonia semplice, il saluto del rettore emerito Alessandro Maida e del direttore del Dipartimento di Storia Marco Milanese. Quindi l’intervento dell’ex rettore Attilio Mastino. «Ci ha tanto colpito – ha detto Mastino – la sua scomparsa, avvenuta sul lavoro, quasi sotto i nostri occhi, dopo la presentazione tre giorni fa in aula magna del volume di Guido Melis “La macchina imperfetta” sullo Stato in età fascista. Proprio questa settimana ci aveva consegnato la nuova edizione della sua “Storia della Sardegna dalla preistoria ad oggi”. Domenica ci aveva chiamato nel suo solito bar di viale Umberto per discutere di nuove idee e di nuovi progetti con gli amici di sempre. Mercoledì al cinema abbiamo ascoltato la sua intervista sul film di Fiorenzo Serra, “L’ultimo pugno di terra”, nella rivisitazione di Peter Marcias. Quanta pena, nelle sue parole, per la Sardegna, quanto desiderio di vedere un tempo nuovo, quanto amore per la sua gente, i suoi allievi, i suoi studenti, la sua famiglia che ha seguito giorno per giorno con la ricchezza del suo affetto e la sua intelligenza».
Oggi si svolgeranno i funerali, a Sassari nella chiesa di San Paolo alle 11. (red.c.)
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