La Nuova Sardegna

Sassari

RESTITUIRE LE RISORSE È UNA RESA

di GIANNI BAZZONI

Quasi 7mila disoccupati, strade come trincee (pericolose e intransitabili), erbacce e degrado ovunque. Manutenzioni ridotte al lumicino: se qualcosa si rompe non si aggiusta, si piazza una transenna...

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Quasi 7mila disoccupati, strade come trincee (pericolose e intransitabili), erbacce e degrado ovunque. Manutenzioni ridotte al lumicino: se qualcosa si rompe non si aggiusta, si piazza una transenna per mesi. Se è un palo spento si taglia. E poi rifiuti, a mucchi nel fine settimana nelle isole ecologiche che dovevano essere il fiore all’occhiello. Porto Torres è così oggi, un decadimento progressivo cominciato da tempo e che si è aggravato nell’ultimo triennio. Proprio da quando è iniziata la nuova esperienza, quella del Movimento 5Stelle, la “novità” politica che doveva cambiare il volto della città, rivoltarla come un calzino. Fare pulizia, dicevano, e svuotare tutti i cassetti dell’Ente pubblico, portare chissà quali carte negli uffici della Procura per chiarire non meglio identificate illegalità. Il risultato è evidente: l’amministrazione è isolata e in grave difficoltà, è partita con una diffidenza totale, pensando a chi c’era prima e non a ciò che è stata chiamata a fare. Ogni giorno trascorre con la convinzione che quello che hanno fatto gli altri è tutto sbagliato. La storia dei 100mila euro che tornano nelle casse dello Stato è figlia di questa situazione. Ma Porto Torres non può permettersi di rinunciare neppure a un euro perché è diventata una città povera, in grave difficoltà, con gente che fa fatica a mangiare tutti i giorni, che non riesce manco a cominciare il mese altro che arrivare alla fine. E allora la rinuncia a 100mila euro - con tutto il rispetto per le considerazioni del sindaco - non è un atto di responsabilità ma di resa. Quei soldi destinati alla sistemazione di una struttura scolastica all’Asinara potevano essere utilizzati, anche con un progetto organizzato per lotti. Perché l’Asinara è Porto Torres, in quei locali potevano andarci scolaresche della Sardegna ma anche straniere per svolgere degli stage. Non c’era bisogno di dire a noi non servono perché non sappiamo che progetto fare. Chi si candida ad amministrare una realtà complessa come Porto Torres deve saper fare, deve correre, progettare anche in poco tempo e in condizioni di emergenza. Perché spendere 100mila euro significa creare lavoro anche per qualche impresa, acquistare materiali dalle attività commerciali. Insomma, lavoro e distribuzione del reddito. Quello che serve a una città in ginocchio.

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