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I linguaggi dell’arte per dire no alle basi militari

ALGHERO. Sfruttare i linguaggi più svariati per dire no all’occupazione militare della Sardegna. È il messaggio che artisti, grafici, illustratori, musicisti e creativi affidano a “Costruiamo insieme...

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ALGHERO. Sfruttare i linguaggi più svariati per dire no all’occupazione militare della Sardegna. È il messaggio che artisti, grafici, illustratori, musicisti e creativi affidano a “Costruiamo insieme un immaginario contro l’occupazione militare”, la mostra organizzata dal collettivo Alghero Antifascista in collaborazione con ResPublica.

Negli spazi espositivi del Distretto della Creatività, in via Simon, la mostra è un compendio dei moltissimi elaborati con cui artisti dalle più disparate attitudini hanno risposto alla chiamata del concorso di idee “Disegna il simbolo di A Foras”.

«Questa prima esperienza ha permesso a chi si riconosce nella lotta alle basi militari di utilizzare ogni linguaggio per dare luce alla lotta contro l’occupazione militare in terra sarda», spiegano i promotori.

Le proposte sono diverse, dall’illustrazione al logo. Molte rappresentano le tenaglie, che sono diventate il simbolo della lotta alle basi militari dopo l’ingresso nella base di Capo Frasca del settembre 2014. Saranno esposti i contributi di Agnai, Alessandro Sarigu, Bakis Murgia, Dentoni, Dr Fonk Francesco Lodovoci, Giovanni Pastorello, Graziano Pinna Larentu, Lorenzo Massa, Luigi Fraddi, Matteo Orani, Michele Marroccu, Paolo Carta, Pillanz, Salvatore Palita e Tony Demuro. La mostra è sempre aperta e diventerà itinerante. (g.m.s.)

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