L’ultimo invito: «Aiutiamo la Fondazione Medas»
PORTO TORRES. Sull’altare sono saliti anche gli amici del cuore – prima che il feretro uscisse dalla Basilica per andare al cimitero - e ordinati e composti hanno voluto salutare con uno scritto quel...
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PORTO TORRES. Sull’altare sono saliti anche gli amici del cuore – prima che il feretro uscisse dalla Basilica per andare al cimitero - e ordinati e composti hanno voluto salutare con uno scritto quel ragazzo esemplare.
Il primo ricordo nella decisione esternata ai genitori qualche tempo fa, ossia quella di non volere fiori e donare tutto alla Fondazione Lorenzo Paolo Medas, che si occupa di evoluzione sociale e integrazione dei ragazzi con disabilità in diversi settori.
Poi le pillole di gioventù raccontate dal suo amico fraterno. «Nella famiglia Ortu ci sono cresciuto – ha detto Benjo Pistidda – e la loro casa era aperta, piena di colori e con due genitori fantastici: i nostri pranzi sembravano scene di una sit comedy americana, tra risate e buonumore, e in quelli anni magici c’era Alessandro».
Entrambi vivaci e caciaroni, con la predisposizione naturale ad essere sensibili verso le persone che soffrono. «In questo giorno tristissimo ti sento ancora molto vicino – ha aggiunto Benjo – e non posso fare altro che ricordati col tuo sorriso, col tuo modo affabile e convinto che neanche per un attimo starai lontano dalla tua famiglia».
Le ultime frasi hanno annunciato l’intitolazione ad Alessandro Ortu dell’aula scolastica, la più luminosa, dove insegna Benjo Pistidda: «Tutti leggeranno il tuo nome e io non potrò fare a meno di parlare di te». (g.m.)
Il primo ricordo nella decisione esternata ai genitori qualche tempo fa, ossia quella di non volere fiori e donare tutto alla Fondazione Lorenzo Paolo Medas, che si occupa di evoluzione sociale e integrazione dei ragazzi con disabilità in diversi settori.
Poi le pillole di gioventù raccontate dal suo amico fraterno. «Nella famiglia Ortu ci sono cresciuto – ha detto Benjo Pistidda – e la loro casa era aperta, piena di colori e con due genitori fantastici: i nostri pranzi sembravano scene di una sit comedy americana, tra risate e buonumore, e in quelli anni magici c’era Alessandro».
Entrambi vivaci e caciaroni, con la predisposizione naturale ad essere sensibili verso le persone che soffrono. «In questo giorno tristissimo ti sento ancora molto vicino – ha aggiunto Benjo – e non posso fare altro che ricordati col tuo sorriso, col tuo modo affabile e convinto che neanche per un attimo starai lontano dalla tua famiglia».
Le ultime frasi hanno annunciato l’intitolazione ad Alessandro Ortu dell’aula scolastica, la più luminosa, dove insegna Benjo Pistidda: «Tutti leggeranno il tuo nome e io non potrò fare a meno di parlare di te». (g.m.)
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