I gruppi: «Senza soldi si chiude tutto»
Trenta associazioni folk scrivono al sindaco Sanna: pericoloso tagliare i rimborsi
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SASSARI. Arriva la mannaia dei tagli anche tra i gruppi della Cavalcata e una trentina di associazioni folk si rivolgono al sindaco Nicola Sanna. Una lunga lettera in cui mettono in chiaro che i «drastici tagli destano pesanti preoccupazioni per il futuro e suscitano seri dubbi sia sul proseguo di una partecipazione produttiva dei “gruppi folk” sia sul mantenimento del livello culturale e qualitativo cardine dell’evento».
La novità è la decurtazione del “rimborso spese”, divenuto largamente insufficiente a coprire persino le spese dei mezzi di trasporto, le quali, col precedente finanziamento, erano già faticosamente sostenibili, particolarmente per i gruppi provenienti dalle località più lontane da Sassari. «La soppressione anche del “cestino di viaggio”, indispensabile per un frugale ristoro dei partecipanti - hanno scritto i gruppi al primo cittadino - costringe i figuranti a provvedere a loro spese o gravare sul “gruppo folk”, fatto che si pone come una palese ingiustizia». Altra spesa a carico dei gruppi sarà d’ora in avanti l’onorario dei suonatori, i quali nella quasi totalità dei casi non sono dei dilettanti ma sono dei professionisti e questo fatto - temono i gruppi folk - potrebbe motivare il ricorso a suonatori improvvisati facendo un pessimo servizio all’insieme esibizioni coreutiche dal punto di vista qualitativo. «Tutto questo rende estremamente arduo per le organizzazioni folk serie proseguire la loro opera di ricerca, promozione e prosecuzione delle tradizioni - si legge ancora nella lettera - a preoccupare è lo scenario futuro possibile con una sfilata e una rassegna di canti e balli appannaggio di gruppi improvvisati e poco rispettosi della tradizione».
La novità è la decurtazione del “rimborso spese”, divenuto largamente insufficiente a coprire persino le spese dei mezzi di trasporto, le quali, col precedente finanziamento, erano già faticosamente sostenibili, particolarmente per i gruppi provenienti dalle località più lontane da Sassari. «La soppressione anche del “cestino di viaggio”, indispensabile per un frugale ristoro dei partecipanti - hanno scritto i gruppi al primo cittadino - costringe i figuranti a provvedere a loro spese o gravare sul “gruppo folk”, fatto che si pone come una palese ingiustizia». Altra spesa a carico dei gruppi sarà d’ora in avanti l’onorario dei suonatori, i quali nella quasi totalità dei casi non sono dei dilettanti ma sono dei professionisti e questo fatto - temono i gruppi folk - potrebbe motivare il ricorso a suonatori improvvisati facendo un pessimo servizio all’insieme esibizioni coreutiche dal punto di vista qualitativo. «Tutto questo rende estremamente arduo per le organizzazioni folk serie proseguire la loro opera di ricerca, promozione e prosecuzione delle tradizioni - si legge ancora nella lettera - a preoccupare è lo scenario futuro possibile con una sfilata e una rassegna di canti e balli appannaggio di gruppi improvvisati e poco rispettosi della tradizione».
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