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Sassari

I negozianti abbattono le barriere

I negozianti abbattono le barriere

Commercianti e cittadini uniti in un progetto “autogestito” di accessibilità

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SASSARI. I commercianti si mettono in proprio per rendere i loro negozi accessibili, in collaborazione con la Uildm, partner e “supervisore” del progetto.

Questo il succo di “Negozio Accessibile”, l’iniziativa presentata lo scorso sabato nel negozio “Rodrigo” di Lucio Nali in piazza Azuni.

L’idea nasce dalla collaborazione tra un gruppo di aderenti alla ormai notissima pagina facebook “Io compro al CentroSs”, in particolare Pier Giuseppe Canu, Francesca Arcadu, Lucio Nali, Alessandra Bertulu e Maria Bua che, partendo da una riflessione sulle difficoltà delle persone con disabilità fisica nell’accesso alle attività commerciali del centro città e le difficoltà strutturali all’abbattimento permanente delle barriere architettoniche, hanno pensato di predisporre degli scivoli amovibili da collocare a richiesta del disabile che si presenta davanti al negozio.

Il tutto accompagnato da una targa adesiva da apporre in vetrina, che verrà rilasciata dalla Uildm, partner dell’iniziativa, che certificherà l’effettiva presenza nell’esercizio dello scivolo.

Scivolo che potrà essere utile anche nel caso di persone anziane, genitori con passeggini e tutti/e coloro che hanno una mobilità differente.

Nei prossimi giorni verranno raccolte le adesioni dei negozi che vorranno partecipare a questo circuito virtuoso e dotarsi di pedana e targa/adesivo, con la possibilità di fornire aiuto nella realizzazione dello scivolo studiando la soluzione migliore, tenendo presenti le condizioni di accesso al negozio, la profondità del marciapiede e le altre specifiche tecniche da valutare.

Grazie a questa iniziativa il gruppo che ha lanciato l’idea conta di potenziare l’accessibilità degli esercizi commerciali e di sollevare la questione dell’accesso alle persone con mobilità differente, che rappresentano una cospicua quanto interessante fetta di mercato a cui proporre soluzioni e accoglienza. Un segno di civiltà ma anche di attenzione alla clientela. E la dimostrazione che spesso le migliori soluzioni arrivano quando per realizzarle si collabora “dal basso”.



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