La Nuova Sardegna

Sassari

Il giudice: le case mobili non sono abusi edilizi

di Gianni Olandi
Il giudice: le case mobili non sono abusi edilizi

Sentenza del tribunale di Sassari chiude un processo decennale sul camping Porticciolo di Alghero

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ALGHERO. L’avevano chiamato il caso delle “case mobili”. In altre parole, può un camping con strutture amovibili essere considerato un abuso edilizio? Il tribunale di Sassari ha risposto dopo dieci anni che no, le “case mobili” non sono un abuso.

Si è concluso nel tribunale di Sassari un complicato contenzioso giudizio nato nel 2008 ad Alghero, quanto gli agenti della Guardia Forestale sequestrarono numerose case mobili nel camping Porticciolo. Olindo Carboni, proprietario della struttura ricettiva all’aria aperta, uno dei riferimenti storici della costa per questo tipo di vacanza, era finito a giudizio con le accuse di occupazione abusiva e violazione dei vincoli ambientali, oltre che di una serie di inosservanze alla normativa edilizia. Silvia Guareschi, giudice del tribunale di Sassari, al termine di una lunga vicenda processuale lo ha assolto perché il fatto non sussiste. Carboni era difeso dagli avvocati Nicola Satta e Francesco Carboni. La vicenda delle case mobili ha interessato altre strutture ricettive della vacanza all’aria aperta presenti in Sardegna. La tesi accusatoria era quella che nei camping possono essere allestite soltanto tende o roulotte (in quest’ultimo caso, a condizione che vengano utilizzate dai legittimi proprietari), niente boungalow o case mobili per le quali sarebbe necessaria una vera e propria concessione edilizia. Il tribunale ha accolto la tesi difensiva sulla immediata amovibilità delle case mobili, la cui offerta di servizi domestici e di vita quotidiana non è assolutamente paragonabile a una struttura fissa ma individua la tipologia della vacanza all’aria aperta che poi è il percorso ricettivo praticato dai campeggi.

Oltre a mettere la parola fine alla storia, la sentenza ha ripristinato dopo 10 anni anche il possesso di alcune porzioni del camping Porticciolo che erano state sequestrate nel momento in cui erano partite le indagini determinando inevitabili ripercussioni negative nella gestione complessiva dell’azienda turistica. La sentenza potrebbe fare giurisprudenza in vicende analoghe legate alla presenza di strutture amovibili che consentono un aumento della ricettività.

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