Magistratura off-limits per i laureati sardi

La denuncia del direttore di Giurisprudenza: «I nostri alunni penalizzati nell’iscriversi ai corsi privati» 

SASSARI. «Occorre un asse forte tra Regioni a statuto speciale e Regioni ordinarie per salvaguardare i principi di solidarietà nazionale ben presenti nella nostra Costituzione e contrastare le proposte di regionalismo fiscale anti-Sud». È l’appello lanciato a Sassari presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, intervenendo ieri mattina alla due giorni di lavori organizzati nell'aula magna dell'Università dal dipartimento di Giurisprudenza sul tema “Le istituzioni politiche e giudiziarie in Italia: continuità e cambiamento nel decennio della grande crisi globale”. «Non nascondo la mia preoccupazione in merito alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal governatore del Veneto Zaia, dopo l'incontro con la neo ministra agli Affari regionali Stefani», ha detto Ganau. «Non si può rimanere indifferenti di fronte a chi parla di flat tax e di localismo fiscale, che non è federalismo. La richiesta di far pagare meno tasse ai ricchi, affiancata a quella che gli introiti fiscali siano spesi dove pagati, configura uno scenario molto pericoloso per le regioni meridionali», ha affermato il presidente della massima assemblea regionale, che ha anche spiegato la sua idea di regionalismo: «Il regionalismo deve crescere, ritrovando le ragioni fondamentali dell'autonomia, valorizzando le specificità, mettendo a regime e diffondendo buone prassi e politiche che a carattere locale possono essere meglio sperimentate». Al convegno, aperto dai saluti del rettore, Massimo Carpinelli, è intervenuto anche il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Gian Paolo Demuro, che ha provocatoriamente lanciato un messaggio ai massimi vertici della Magistratura: «Vorrei che l’attenzione fosse posta sulle modalità di accesso alle cariche istituzionali, modalità che penalizzano gravemente i sardi», ha detto Demuro. «In particolare, per quanto riguarda l’accesso alla magistratura, i nostri studenti devono affrontare difficoltà enormi per partecipare ai corsi privati che costituiscono, purtroppo, la prerogativa per la preparazione al concorso. In questo modo si viola il principio della parità di opportunità per l’accesso a queste importanti cariche». Il convegno prosegue oggi con gli interventi del il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, e del presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno.

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