Soddisfazione e cautela aspettando le bonifiche
di Gavino Masia
Progetto Nuraghe, le reazioni di sindaco e sindacati dopo la firma del decreto Chiuso il percorso ministeriale, ora si punta al tavolo regionale. Incontro il 30
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SASSARI. Reazioni di soddisfazione e anche un po’ di cautela da parte di politica e sindacato dopo la firma del ministero dell’Ambiente sul decreto definitivo per l’avvio delle bonifiche nell’area industriale della Marinella. «Finalmente il progetto Nuraghe prende il via – dice il sindaco Sean Wheeler –. Si tratta di un intervento che questo territorio attendeva da troppo tempo, sia per le numerose emergenze ambientali sia per le opportunità lavorative: queste ultime purtroppo non saranno tantissime, ma comunque offriranno un ristoro minimo alla sete di lavoro». Wheeler è contento che si intraveda per davvero l’inizio dei lavori, ma sottolinea come siano trascorsi dieci anni per arrivare all’obiettivo prefissato. «Credo sia importante anche evidenziare come il Comune abbia coadiuvato la Regione e tutti gli enti preposti per lo svolgimento dell'iter – aggiunge il primo cittadino -, considerato che abbiamo garantito attenzione e la massima celerità in tutte le fasi».
Per la segretaria generale della Cgil, Francesca Nurra, si aspettava la firma del decreto da tempo, in modo da chiudere finalmente un percorso. «Convocheremo quanto prima un tavolo assieme a tutti gli attori principali – annuncia -, in relazione all’attività delle maestranze. Questo è il primo passo, seppur importante, ma aspettiamo anche la chiusura della filiera del progetto chimica verde: abbiamo chiesto un tavolo regionale assieme all’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras, convocato per il 30 agosto»
Per Giovanni Tavera, segretario generale Uiltec Uil, la fine dell’iter autorizzativo del progetto di Syndial e dell’impianto fotovoltaico sono notizie positive per il territorio e per tutto il tessuto industriale.
«Sono due obbiettivi importanti e qualificanti – commenta - che mirano al risanamento e al riutilizzo delle aree sottoposte a progetto di bonifica di una area fortemente inquinata del sito chimico di Porto Torres. Tutto questo però non è soddisfacente perché i due obbiettivi appena autorizzati sono inseriti all’interno di un protocollo di chimica verde che a oggi non è stato formalmente redatto e sottoscritto».
Secondo Tavera, questo permetterebbe la realizzazione di un intera filiera produttiva di plastiche biodegradabili con sviluppo a monte e a valle, dando valore aggiunto e prospettiva al polo chimico turritano. «Per questo è urgente e auspicabile che il Mise e la Regione diano la giusta attenzione e spinta politica – avverte il segretario Uil - affinché si sblocchi questo progetto dando finalmente via alla terza fase degli impianti di chimica verde di Porto Torres: noi vigileremo affinché non si perda ulteriore tempo».
Anche Luca Velluto, segretario della Femca Cisl di Sassari, auspica che dopo la firma del ministero dell’Ambiente questa sia veramente la volta buona per avviare la bonifica delle aree industriali. «Ormai gli annunci che le bonifiche sono finalmente ad un passo da essere fatte sanno di presa in giro: la cosa che più mi fa sperare è che intanto si tolga questo inquinamento dal territorio e che almeno le maestranze siano locali. Ma ho forti dubbi che questo accada e a questo punto sarebbe necessario un confronto tra Syndial, Astaldi e sindacati per verificare ora come procederà il progetto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per la segretaria generale della Cgil, Francesca Nurra, si aspettava la firma del decreto da tempo, in modo da chiudere finalmente un percorso. «Convocheremo quanto prima un tavolo assieme a tutti gli attori principali – annuncia -, in relazione all’attività delle maestranze. Questo è il primo passo, seppur importante, ma aspettiamo anche la chiusura della filiera del progetto chimica verde: abbiamo chiesto un tavolo regionale assieme all’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras, convocato per il 30 agosto»
Per Giovanni Tavera, segretario generale Uiltec Uil, la fine dell’iter autorizzativo del progetto di Syndial e dell’impianto fotovoltaico sono notizie positive per il territorio e per tutto il tessuto industriale.
«Sono due obbiettivi importanti e qualificanti – commenta - che mirano al risanamento e al riutilizzo delle aree sottoposte a progetto di bonifica di una area fortemente inquinata del sito chimico di Porto Torres. Tutto questo però non è soddisfacente perché i due obbiettivi appena autorizzati sono inseriti all’interno di un protocollo di chimica verde che a oggi non è stato formalmente redatto e sottoscritto».
Secondo Tavera, questo permetterebbe la realizzazione di un intera filiera produttiva di plastiche biodegradabili con sviluppo a monte e a valle, dando valore aggiunto e prospettiva al polo chimico turritano. «Per questo è urgente e auspicabile che il Mise e la Regione diano la giusta attenzione e spinta politica – avverte il segretario Uil - affinché si sblocchi questo progetto dando finalmente via alla terza fase degli impianti di chimica verde di Porto Torres: noi vigileremo affinché non si perda ulteriore tempo».
Anche Luca Velluto, segretario della Femca Cisl di Sassari, auspica che dopo la firma del ministero dell’Ambiente questa sia veramente la volta buona per avviare la bonifica delle aree industriali. «Ormai gli annunci che le bonifiche sono finalmente ad un passo da essere fatte sanno di presa in giro: la cosa che più mi fa sperare è che intanto si tolga questo inquinamento dal territorio e che almeno le maestranze siano locali. Ma ho forti dubbi che questo accada e a questo punto sarebbe necessario un confronto tra Syndial, Astaldi e sindacati per verificare ora come procederà il progetto».
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