Ventotto anni in tribunale per un esproprio da 5mila euro
SASSARI. Ventotto anni di lite giudiziaria per un esproprio da 5mila euro. Dopo quasi sei lustri di udienze, sentenze, ricorsi e contro ricorsi che hanno tenuto impegnati gli uffici del Tribunale di...
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SASSARI. Ventotto anni di lite giudiziaria per un esproprio da 5mila euro. Dopo quasi sei lustri di udienze, sentenze, ricorsi e contro ricorsi che hanno tenuto impegnati gli uffici del Tribunale di Sassari, della Corte d’Appello di Cagliari, della Corte di Cassazione e l’ufficio legale del Comune di Sassari, si è conclusa con una transazione pacifica da 5.861,18 euro una lite nata negli anni ’90 fra Palazzo Ducale e i proprietari di 40 metri quadrati di terreno occupato ventiquattro anni fa dall'amministrazione comunale per effettuare dei lavori sulla rete fognaria. La vicenda paradossale per tempi, cifre e risorse umane impegnate, inizia nel febbraio del 1990, quando il Comune avvia un procedimento di espropriazione per acquisire 40 metri quadrati nella vallata dell’Eba Giara, per realizzare “Opere di risanamento e razionalizzazione della rete fognaria urbana”. I lavori andarono avanti fino al maggio 1994, senza che nel frattempo il Comune concludesse la procedura di esproprio. I proprietari di quell'area si rivolsero al tribunale, chiedendo un risarcimento per “danno da occupazione illegittima”. Una prima sentenza arrivò nel 2002, e condannò Palazzo Ducale a pagare un risarcimento di 9mila euro, più 5mila di spese di giudizio. Il Comune impugnò la sentenza e presentò ricorso davanti alla Corte d’appello. Ecco quindi, dopo altri otto anni, arrivare una seconda sentenza: era il 2010 e la Corte d’appello rimodulava la decisione del tribunale e condannava il Comune di Sassari al pagamento di 200 euro come risarcimento e compensava le spese dei due gradi di giudizio. Nuovo ricorso dei privati alla Cassazione che nel 2017 ha accolto l’istanza e riscaricato la patata bollente sulla Corte d’appello. Davanti a questo nuovo ricorso il Comune ha proposto una transazione per chiudere una volta per tutte la vicenda. La proposta è stata accettata: i proprietari incasseranno 5.861 euro. (v.g.)
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