Funerali fascisti, verifiche su web e media
Accertamenti sulla divulgazione del video sulle esequie di Giampiero Todini con saluto romano
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SASSARI. Novità in vista nella inchiesta sui funerali apologetici di Giampiero Todini, assistente ordinario di Storia del diritto italiano all’Università di Sassari, “salutato” con un rituale fascista da un picchetto di camerati schierati il 3 settembre sul sagrato della chiesa di San Giuseppe. Mentre attendono la terza relazione della Digos di Sassari diretta da Cristina Rapetti, il procuratore capo Gianni Caria e il suo sostituto Paolo Piras, pubblici ministeri titolari della inchiesta, stanno verificando alcuni aspetti che potrebbero aggravare o allegerire la posizione dei 23 indagati per la violazione dell’articolo 5 della legge Scelba che sanziona la partecipazione a manifestazioni fasciste.
Tutto dipende, pare di capire dalle indiscrezioni che filtrano, dal numero di proseliti che sarebbe stato raggiunto dal video “incriminato”. Poco più di tre minuti di immagini che sono finite prima nel profilo facebook di Luigi Todini, figlio del professore scomparso e organizzatore della cerimonia funebre, e poi in quello della consigliera comunale Lalla Careddu che era stata la prima a segnalare il caso. La diffusione internazionale di quelle immagini e l’evidenza che la notizia delle esequie mussoliniane ha avuto su tutti i siti di informazione potrebbero avere un rilievo processuale. Sarà un tribuale a stabilire se quella cerimonia è stata una delle «manifestazioni usuali del disciolto partito fascista» che la legge Scelba vieta, come proibisce la ricostituzione del partito e l’apologia del fascismo. Intanto, prosegue il lavoro del personale della Digos per la identificazione di tutti i partecipanti alla cerimonia che Luigi Todini ha giustificato come l’esaudimento della richesta fattagli sul letto di morte dal padre Giampiero. Un saluto fascista al “camerata Todini” il cui feretro era stato ricoperto da Andrea Farris, portavoce di CasaPound a Sassari e anche lui indagato, con la bandiera di guerra della repubblica di Salò.
Tutto dipende, pare di capire dalle indiscrezioni che filtrano, dal numero di proseliti che sarebbe stato raggiunto dal video “incriminato”. Poco più di tre minuti di immagini che sono finite prima nel profilo facebook di Luigi Todini, figlio del professore scomparso e organizzatore della cerimonia funebre, e poi in quello della consigliera comunale Lalla Careddu che era stata la prima a segnalare il caso. La diffusione internazionale di quelle immagini e l’evidenza che la notizia delle esequie mussoliniane ha avuto su tutti i siti di informazione potrebbero avere un rilievo processuale. Sarà un tribuale a stabilire se quella cerimonia è stata una delle «manifestazioni usuali del disciolto partito fascista» che la legge Scelba vieta, come proibisce la ricostituzione del partito e l’apologia del fascismo. Intanto, prosegue il lavoro del personale della Digos per la identificazione di tutti i partecipanti alla cerimonia che Luigi Todini ha giustificato come l’esaudimento della richesta fattagli sul letto di morte dal padre Giampiero. Un saluto fascista al “camerata Todini” il cui feretro era stato ricoperto da Andrea Farris, portavoce di CasaPound a Sassari e anche lui indagato, con la bandiera di guerra della repubblica di Salò.
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