Ospedale Segni, voltafaccia della Regione

La bozza presentata dall’assessore dà un ulteriore colpo al presidio di primo livello. Il sindaco: «Subito un passo indietro»

OZIERI. Un voltafaccia. Con questa parola Ozieri definisce la proposta di delibera di ridefinizione dei posti letto della rete chirurgica che relega l’ospedale di Ozieri a sede di interventi di media e bassa complessità. La bozza presentata due giorni fa alla giunta regionale dall’assessorato alla Sanità, che si aggiunge a quella recente che ridistribuisce il numero dei posti letto penalizzando pesantemente tutto il Nord Sardegna (in favore del Mater Olbia, è il pensiero espresso da più parti), stravolge completamente quanto contenuto nella riforma della rete ospedaliera già votata dal consiglio regionale.

In pratica le due delibere – riducendo i posti letto e limitando le prestazioni della chirurgia – eliminano di fatto a Ozieri l’ipotesi della creazione dell’emergenza/urgenza e preludono, questo il timore maggiore, addirittura alla chiusura del pronto soccorso. Non era questo il contenuto della riforma della rete ospedaliera che, pur prevedendo per Ozieri un periodo di “monitoraggio”, pareva preludere alla conquista definitiva dell’auspicata classificazione di presidio di primo livello.

La riforma, come si sa, è stata contestata dal ministero della Sanità perché non conforme ai dettami del famoso Dm 70, e oltretutto già di suo era considerata dai sindaci sardi non sufficientemente a tutela dei piccoli ospedali isolani. Ora le due delibere paiono mettere la definitiva lapide anche su questa soluzione. Inevitabile, quindi, che dopo la pubblicazione della seconda bozza a Ozieri ci sia stata una vera e propria levata di scudi, sia da parte dell’amministrazione locale sia da quelle dei Comuni vicini: a cominciare dai sindaci del Logudoro, che ieri sera si sono riuniti nell’assemblea dell’Unione per valutare le azioni di protesta da mettere in campo per tentare di scongiurare l’approvazione della delibera.

Già da prima, alle cinque del pomeriggio, a Ozieri si era riunito d’urgenza il consiglio comunale assieme ai sindacati in una riunione politica volta ugualmente a valutare le azioni da mettere in campo: la protesta pubblica, invocata da tanti cittadini, ma anche azioni forti a livello istituzionale - si parla addirittura di restituzione della fascia tricolore al prefetto da parte di alcuni sindaci. Anche l’Anci ha detto la sua a sostegno della protesta di Ozieri, ma anche di Tempio e La Maddalena che si sentono fortemente penalizzati dalla seconda come dalla prima delibera. Insomma, una protesta che travalica i confini del territorio e che rischia di trasformarsi in una vera e propria sollevazione contro l’assessorato guidato da Luigi Arru.

«Non possiamo che parlare di voltafaccia – dice il sindaco Marco Murgia – perché solo pochi giorni fa l’assessore Arru mi aveva assicurato che la posizione di Ozieri sarebbe stata ridimensionata in positivo rispetto alle bozze iniziali. Invece la delibera dei giorni scorsi ha inferto un altro colpo: a questo punto è difficile fidarsi delle parole, chiediamo un ripensamento scritto e soprattutto auspichiamo che la giunta regionale si guardi bene dall’approvare una delibera che stravolge il voto del consiglio regionale, organo sovrano dell’ente».

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