Gli antichi statuti sassaresi si trasformano in un film
di Antonio Meloni
Concluso il percorso “Animare la storia” organizzato per i 700 anni della Carta Un team di studiosi del Dadu ha lavorato per rendere fruibili a tutti i documenti
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SASSARI. Una mattina di primavera del 1318, il sole è appena spuntato e allunga i primi raggi tra i portici di Platha de cothinas. In pochi minuti lo spiazzo, incastonato nel cuore della Sassari medievale, si anima di mercanti che espongono le merci sulle bancarelle mentre dalle vicine viuzze arrivano i primi clienti per le compere. Non è che la sequenza iniziale di un bel corto realizzato dal laboratorio di animazione e design del Dadu (dipartimento di animazione e design dell'Università) in collaborazione con l’Archivio storico del Comune.
Il video, costruito con la tecnica del film d’animazione, è il terzo di tre filmati prodotti nell’ambito di un progetto pensato per celebrare i Settecento anni degli Statuti sassaresi. Un team di studenti del dipartimento di Alghero, guidati da Nicolò Ceccarelli – che con Marco Sironi coordina il laboratorio di animazione del Dadu – ha lavorato alacremente per diversi mesi grazie a un finanziamento della Regione e al contributo scientifico di Paolo Cau, che dirige l’istituto di via Insinuazione dove è custodito l’originale.
Proprio nella sala conferenze della sede dell’Archivio storico, venerdì è stato presentato il risultato del percorso, denominato "Animare la storia", avviato con l’intento di rendere accessibile e facilmente fruibile un testo altrimenti ostico. «Senza avere la pretesa di fare il mestiere dello storico – ha spiegato Ceccarelli – abbiamo lavorato per trovare una sintesi efficace che potesse spiegare in modo semplice contenuti di una certa importanza». Tutto questo è stato fatto rileggendo il testo degli Statuti nella sua edizione originale, quella che nel 1316 portò all’accordo tra il podestà genovese Cavallino de Honestis e il consiglio degli anziani del comune "pazionato" (consorziato) di Sassari.
Il film, proiettato in anteprima, è l’ultimo di una trilogia in cui il testo giuridico, redatto in latino e logudorese antico, è stato smontato, analizzato e rimontato usando il linguaggio delle immagini. Tecnica che rappresenta una delle ultime tendenze in fatto di divulgazione scientifica. Lavori analoghi, infatti, sono stati realizzati in altre realtà per rileggere e diffondere su larga scala opere importanti come la Commedia dantesca o dei cicli pittorici che ornano le volte delle cappelle di celebri edifici sacri. Accanto alla ricostruzione ideale di una giornata nell’antico mercato di Platha de cothinas, c’è l’altro video che contestualizza lo storico documento sassarese nel più vasto ambito della complessa realtà comunale italiana, creando paralleli con quelle città d’oltre Tirreno che nello stesso periodo avevano cominciato a darsi leggi proprie rivendicando una certa autonomia sul piano economico e politico. Il primo dei tre filmati, invece, presentato l’anno scorso, proponeva una reinterpretazione in chiave grafica del sistema di rotazione dei componenti del Consiglio. Ultimo, non per importanza, un volumetto che riassume la materia non proprio semplice degli Statuti.
«Si tratta di un esperimento quasi unico – ha concluso lo storico Antonello Mattone, intervenuto alla presentazione – realizzato su un testo statutario impegnativo e importante». L’auspicio è che il lavoro realizzato da Archivio e Università, possa ora essere diffuso, a cominciare dalle scuole, per consentire l’accesso a un documento importante dal forte carattere identitario.
I lavori, aperti di mattina con i saluti di Manuela Palitta, assessora alla Cultura di Palazzo ducale, si sono conclusi nel tardo pomeriggio con un dibattito.
Il video, costruito con la tecnica del film d’animazione, è il terzo di tre filmati prodotti nell’ambito di un progetto pensato per celebrare i Settecento anni degli Statuti sassaresi. Un team di studenti del dipartimento di Alghero, guidati da Nicolò Ceccarelli – che con Marco Sironi coordina il laboratorio di animazione del Dadu – ha lavorato alacremente per diversi mesi grazie a un finanziamento della Regione e al contributo scientifico di Paolo Cau, che dirige l’istituto di via Insinuazione dove è custodito l’originale.
Proprio nella sala conferenze della sede dell’Archivio storico, venerdì è stato presentato il risultato del percorso, denominato "Animare la storia", avviato con l’intento di rendere accessibile e facilmente fruibile un testo altrimenti ostico. «Senza avere la pretesa di fare il mestiere dello storico – ha spiegato Ceccarelli – abbiamo lavorato per trovare una sintesi efficace che potesse spiegare in modo semplice contenuti di una certa importanza». Tutto questo è stato fatto rileggendo il testo degli Statuti nella sua edizione originale, quella che nel 1316 portò all’accordo tra il podestà genovese Cavallino de Honestis e il consiglio degli anziani del comune "pazionato" (consorziato) di Sassari.
Il film, proiettato in anteprima, è l’ultimo di una trilogia in cui il testo giuridico, redatto in latino e logudorese antico, è stato smontato, analizzato e rimontato usando il linguaggio delle immagini. Tecnica che rappresenta una delle ultime tendenze in fatto di divulgazione scientifica. Lavori analoghi, infatti, sono stati realizzati in altre realtà per rileggere e diffondere su larga scala opere importanti come la Commedia dantesca o dei cicli pittorici che ornano le volte delle cappelle di celebri edifici sacri. Accanto alla ricostruzione ideale di una giornata nell’antico mercato di Platha de cothinas, c’è l’altro video che contestualizza lo storico documento sassarese nel più vasto ambito della complessa realtà comunale italiana, creando paralleli con quelle città d’oltre Tirreno che nello stesso periodo avevano cominciato a darsi leggi proprie rivendicando una certa autonomia sul piano economico e politico. Il primo dei tre filmati, invece, presentato l’anno scorso, proponeva una reinterpretazione in chiave grafica del sistema di rotazione dei componenti del Consiglio. Ultimo, non per importanza, un volumetto che riassume la materia non proprio semplice degli Statuti.
«Si tratta di un esperimento quasi unico – ha concluso lo storico Antonello Mattone, intervenuto alla presentazione – realizzato su un testo statutario impegnativo e importante». L’auspicio è che il lavoro realizzato da Archivio e Università, possa ora essere diffuso, a cominciare dalle scuole, per consentire l’accesso a un documento importante dal forte carattere identitario.
I lavori, aperti di mattina con i saluti di Manuela Palitta, assessora alla Cultura di Palazzo ducale, si sono conclusi nel tardo pomeriggio con un dibattito.
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