L’Avis ancora senza casa: «Dateci una risposta»
PORTO TORRESIl presidente della sezione locale dell’Associazione volontari del sangue ha convocato una assemblea straordinaria per tutti gli associati sabato alle 15 – nella sala convegni della Casa...
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PORTO TORRES
Il presidente della sezione locale dell’Associazione volontari del sangue ha convocato una assemblea straordinaria per tutti gli associati sabato alle 15 – nella sala convegni della Casa delle associazioni - per discutere la sopravvivenza del servizio di soccorso e per deliberare le spese inerenti la ristrutturazione della sede. . «Uno dei problemi dell’Avis rimane quello di non poter utilizzare la palazzina di via Azuni da quattro anni – ricorda il presidente Marco Marginesu -, a causa delle criticità strutturali che abbiamo portato a conoscenza delle amministrazioni comunali e che volevamo sanare a nostre spese per evitare la potenziale chiusura di un servizio che è attivo da quarant’anni».
L’edificio è infatti di proprietà del Comune e non sono a norma impianti elettrico e idraulico. Manca anche il servizio igienico per portatori di handicap e non sono state mai abbattute le barriere architettoniche.
Le ultime due amministrazioni che si sono succedute non hanno però mai dato l’autorizzazione all’associazione di intervenire a proprie spese per effettuare tutti i lavori richiesti, costringendo l’Avis ad utilizzare l’autoemoteca per le donazioni di sangue da parte di soci e cittadini.
Anche venerdì mattina la raccolta di sangue è prevista di fronte alla sede: a tutti i donatori e non sarà inoltre offerto un controllo gratuito dell’udito. (g.m.)
Il presidente della sezione locale dell’Associazione volontari del sangue ha convocato una assemblea straordinaria per tutti gli associati sabato alle 15 – nella sala convegni della Casa delle associazioni - per discutere la sopravvivenza del servizio di soccorso e per deliberare le spese inerenti la ristrutturazione della sede. . «Uno dei problemi dell’Avis rimane quello di non poter utilizzare la palazzina di via Azuni da quattro anni – ricorda il presidente Marco Marginesu -, a causa delle criticità strutturali che abbiamo portato a conoscenza delle amministrazioni comunali e che volevamo sanare a nostre spese per evitare la potenziale chiusura di un servizio che è attivo da quarant’anni».
L’edificio è infatti di proprietà del Comune e non sono a norma impianti elettrico e idraulico. Manca anche il servizio igienico per portatori di handicap e non sono state mai abbattute le barriere architettoniche.
Le ultime due amministrazioni che si sono succedute non hanno però mai dato l’autorizzazione all’associazione di intervenire a proprie spese per effettuare tutti i lavori richiesti, costringendo l’Avis ad utilizzare l’autoemoteca per le donazioni di sangue da parte di soci e cittadini.
Anche venerdì mattina la raccolta di sangue è prevista di fronte alla sede: a tutti i donatori e non sarà inoltre offerto un controllo gratuito dell’udito. (g.m.)
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