Porto, inizia la caccia al nuovo gestore

Via al bando europeo per la concessione dell’approdo turistico per 15 anni

PORTO TORRES. Lunedì si è avviato e concluso lo sgombero totale delle imbarcazioni da diporto dalla banchina Nino Pala e da ieri pomeriggio è in pubblicazione il bando ad evidenza pubblica per la nuova concessione demaniale del porto turistico. A distanza di oltre due anni arriva finalmente la procedura per individuare l’operatore economico che dovrà gestire i 16mila e 850 metri quadri dell’approdo turistico – le cui domande possono essere presentate entro le 12 del prossimo 19 novembre – che l’Autorità di sistema portuale “Mare di Sardegna” ha frazionato in diverse parti. Una parte scoperta di 1.015 metri quadri, lo specchio acqueo di 13mila e 425 metri quadri, un manufatto di facile rimozione di 66,50 metri quadri e un’area parcheggi di 2mila e 343,50 metri quadri. Sono ammessi a partecipare al bando gli operatori economici in forma singola o associata e gli operatori economici anche stabiliti in altri Stati membri. E’ stata fissata a quindici anni la durata del titolo concessorio, che decorrono dalla stipula dell’atto, e poco più di 58mila e 455 euro è invece il canone annuo a base d’asta sul quale effettuare il rialzo per determinare l’offerta economica che verrà ritenuta conveniente per l’aggiudicazione. A carico del nuovo concessionario anche i lavori di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza e a norma del porto turistico. Che dovranno essere realizzati entro 90 giorni dalla consegna delle aree, con decurtazione delle somme direttamente dal canone dovuto per un massimo del 50 per cento sull’importo a base annua.

«Come più volte dichiarato pubblicamente – dice il presidente dell’Authority Massimo Deiana –, abbiamo mantenuto fede alla parola data pubblicando l’avviso a poche ore dallo sgombero della banchina: entro novembre potremo finalmente assegnare l’area al nuovo concessionario che, mi auguro, possa avviare un’attività proficua con la creazione di ormeggi e servizi efficienti e contribuire così al rilancio della diportistica a Porto Torres».

Si chiude dunque una pagina piuttosto tormentata per la portualità turistica turritana, contraddistinta purtroppo dalla mancata gestione pubblica e privata del molo per tanto tempo. «Tutto si è risolto grazie al lavoro proficuo di questi mesi – conclude Deiana -, anche in sinergia con Capitaneria di Porto e Comune, favorito soprattutto dal profondo senso di responsabilità dei diportisti che, nonostante il disagio patito, hanno proceduto a rimuovere tutte le unità da diporto entro la data stabilita. Per questo sento il dovere di ringraziarli pubblicamente». (g.m.)

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