Boiano: sapevano già di dover smontare tutto

L’assessore all’Urbanistica: il piano segue il suo iter, adeguandosi a norme che aiutano le imprese

SASSARI. «Colpa del Pul? Nemmeno per idea. Se il piano adottato nel 2017 fosse in vigore le strutture sarebbero state lo stesso temporanee e amovibili. E comunque il piano non sconta nessun ritardo inconcepibile, ma un faticoso iter procedimentale per l’ottenimento di pareri e nulla osta, e tutta una serie di modifiche normative arrivate nel frattempo (tra cui il riconoscimento di Platamona come litorale metropolitano) che vanno recepite e che apriranno importanti possibilità agli imprenditori». Non ci sta a farsi mettere sulla graticola l’assessore all’Urbanistica Alessandro Boiano per la mancata approvazione del Pul, adottato dal Comune in via preliminare nel gennaio 2017 e ancora ai box. «Il Piano – attacca – non si occupa solo del litorale di Platamona ma di 46 Km di costa “sensibili” su zone di protezione speciale e siti di interesse comunitario come Porto Ferro e Fiumesanto, per i quali è obbligatorio conseguire la valutazione di incidenza ambientale. Ci sono poi ambiti costieri contraddistinti da versanti franosi con pericolosità idrauliche molto elevate, di competenza del distretto idrografico della Regione. E, coinvolgendo tra gli altri anche il litorale dell’Argentiera, necessita di una disciplina apposita, considerata la presenza della pregressa attività mineraria». Una faccenda delicata insomma, con l’ultimo parere obbligatorio (favorevole, con prescrizioni) dell’agenzia del distretto idrografico della Sardegna arrivato al Comune solo il 2 agosto.

Il punto davvero delicato però è che «dalla data di adozione del Pul a oggi – spiega Boiano – sono intervenute tutta una serie di modifiche normative che suggeriscono, secondo elementari canoni di ragionevolezza, di adeguare lo strumento alla normativa sopravvenuta». Insomma: «Pare davvero inopportuno – continua Boiano – addebitare all’amministrazione comunale il ritardo nell’approvazione del Pul, a meno che non si voglia approvare detto strumento in barba alle vigenti disposizioni solo per consentire ad una società di non dover smantellare alcune strutture che, tra l’altro, la legge definisce di facile rimozione proprio per la loro caratteristica di essere montate e/o smontate in modo elementare senza che la rimozione comporti la loro distruzione totale o parziale». La società Juan Luis ha, ad esempio, richiesto dal 2013 al 2018, con la sola eccezione dell’anno 2014, al Comune l’autorizzazione alla installazione di strutture di chioschi a servizio della balneazione. «Le autorizzazioni rilasciate nel corso degli anni – spiega l’assessore – hanno sempre avuto durata temporanea (90 o 120 giorni a seconda della normativa a riferimento) e hanno sempre previsto lo smantellamento, alla fine della stagione, dei manufatti installati e il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi». Nessuna fretta insomma anche perché: «La fruizione dei nostri litorali – chiude Boiano – deve essere accompagnata da scelte ponderate, in modi e tempi adeguati alla complessità dei temi». (g.bua)

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