Foto e documenti inediti sulla Grande guerra

Inaugurata al Palazzo del Marchese la mostra dedicata ai caduti realizzata da Moreno Nocco

PORTO TORRES. Una mostra dedicata ai caduti e ai dispersi turritani della grande Guerra quella realizzata pazientemente dall’appassionato di storia militare Moreno Nocco. Una ricostruzione originale con fotografie inedite e documenti ufficiali dell’epoca quella esposta da ieri mattina al piano terra del palazzo del Marchese - che resterà aperta tutte le mattine, dalle 10 alle 12.30, sino al 4 novembre - tra i quali è visibile una richiesta di notizie su dispersi e prigionieri di guerra inviata il 22 giugno 1945 alla direzione di Radio Sardegna per conto dei parenti dei militari. L’esposizione, tra l’altro, è stata patrocinata dal Comune in occasione dei cento anni dalla fine della grande Guerra e della Giornata dell'unità nazionale e delle forze armate. «Ottantasei persone hanno perso la vita durante la Prima guerra mondiale – ha ricordato Nocco – e circa quaranta nella seconda: la città ha dato tanto alla propria Patria e attraverso questi documenti possiamo rendere loro il doveroso omaggio».

La mostra si suddivide in due sezioni - una dedicata a caduti e dispersi della grande Guerra e l'altra a quelli della Seconda guerra mondiale - e sui tavoli si possono consultare articoli di giornale, medaglie al valore, fotografie, lettere e altri cimeli che ricostruiscono il tributo pagato da tanti portotorresi durante il periodo bellico. Militari deceduti o che non hanno fatto più ritorno a casa, il cui ricordo è nelle foto e nelle testimonianze dei parenti che hanno partecipato all’inaugurazione della mostra. Tra i caduti il caporalmaggiore Salvatoreangelo Scanu, morto nella battaglia di Vittorio Veneto, il marinaio Giovanni Solinas, il caporalmaggiore Salvatore Depalmas, uno dei 7 caduti portotorresi nella Campagna di Russia, Costantino Nocco, Pietro Candidda e Paolino Idini sepolto in Francia, nel cimitero di Bligny. All’inaugurazione della mostra erano presenti il sindaco Sean Wheeler e l’assessora alla Cultura Mara Rassu. (g.m.)

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