la protesta contro la regione
Il comitato “Salviamo l’ospedale”: «I numeri ignorati con arroganza»
di Barbara Mastino
OZIERI. Anche le istanze dell’ospedale Segni di Ozieri sono state portate nei giorni scorsi a Cagliari nell’incontro con il presidente del consiglio regionale, alcuni capigruppo di maggioranza, il...
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OZIERI. Anche le istanze dell’ospedale Segni di Ozieri sono state portate nei giorni scorsi a Cagliari nell’incontro con il presidente del consiglio regionale, alcuni capigruppo di maggioranza, il presidente della commissione Sanità e l’assessore Luigi Arru. Accanto ai rappresentanti di tutti i comitati sardi, che per la prima volta lo scorso 25 ottobre hanno sfilato insieme, con cittadini e istituzioni, contro la riforma della sanità sarda, i portavoce del comitato “Salviamo l’Ospedale di Ozieri” hanno sottolineato in particolare le storture della recente delibera sulla riorganizzazione della rete chirurgica regionale, definendola una «vigliaccata» perché tra le altre cose trasforma in day/week surgery il reparto di Chirurgia del Segni. Sebbene non si conoscano ancora del tutto i contenuti della delibera, che dopo essere stata bocciata da vari territori ed essere passata al vaglio di sindaci e operatori sanitari, è tornata in giunta regionale con alcune modifiche. Tra queste anche alcune relative al Segni, dove però è certo che gli interventi di Chirurgia oncologica saranno cancellati. «Con questa azione, di fatto, l’assessore Arru si pone nel ruolo di arbitro parziale – hanno detto i componenti del comitato a difesa del Segni – dal momento che mette fuori gara una delle squadre più forti: la chirurgia di Ozieri, che esegue un numero di operazioni decisamente più alto di altre strutture che invece sono state “graziate” dalla riorganizzazione. Un tempo i numeri venivano utilizzati per togliere servizi – è l’affondo del comitato – mentre oggi vengono ignorati con arroganza». Il taglio degli interventi, unito a quello dei posti letto nel Nord-Ovest dell’isola, è anche secondo il comitato un modo per «spingere l’acceleratore sulla apertura del Mater Olbia in cui vengono spostati tanti posti letto sottratti all’ospedale di Ozieri e a tante altre strutture territoriali. All’ospedale privato che nelle premesse doveva gestire strutture sanitarie che mancavano in Sardegna oggi di fatto vengono concesse discipline di base già presenti nel territorio e parallelamente queste ultime vengono private delle condizioni minime per lavorare».
Il comitato, che nella recente manifestazione di Olbia è stato accompagnato dal vice sindaco di Ozieri Gigi Sarobba, si dice convinto che solo «una grande azione unitaria del territorio potrà scongiurare l’ennesimo taglio ai servizi e strutture dell’ospedale Segni, col monito “Tutto ciò che viene tolto non verrà restituito”, lagnarsi dopo sarà inutile». Per le adesioni al comitato mandare una mail all’indirizzo salviamolospedalediozieri@gmail.com o alla pagina Facebook “Salviamo l’Ospedale di Ozieri”.
Il comitato, che nella recente manifestazione di Olbia è stato accompagnato dal vice sindaco di Ozieri Gigi Sarobba, si dice convinto che solo «una grande azione unitaria del territorio potrà scongiurare l’ennesimo taglio ai servizi e strutture dell’ospedale Segni, col monito “Tutto ciò che viene tolto non verrà restituito”, lagnarsi dopo sarà inutile». Per le adesioni al comitato mandare una mail all’indirizzo salviamolospedalediozieri@gmail.com o alla pagina Facebook “Salviamo l’Ospedale di Ozieri”.
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