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Sassari, la vittima del pestaggio: «15 ore di attesa prima di essere visitato»

Sassari, la vittima del pestaggio: «15 ore di attesa prima di essere visitato»

Il vigile urbano aggredito in via Solari ha trascorso la notte su una sedia al pronto soccorso con una costola incrinata

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SASSARI. «Il secondo pestaggio in poche ore, violento quasi quanto l’aggressione di martedì sera, è stato trascorrere tutta la notte su una sedia del pronto soccorso in attesa di essere visitato».

Ha aspettato quasi quindici ore Alessandro Medas, il vigile urbano di 53 anni aggredito e rapinato tre notti fa in via Solari da due uomini che lo hanno affiancato con la macchina e poi gli hanno portato via il computer, prima di ricevere il referto con la diagnosi (una costola incrinata e un trauma contusivo alla testa) e la prognosi di trenta giorni di cure.

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«Sono entrato al pronto soccorso alle 19 di mercoledì - racconta Medas esausto, davanti a un caffè sul tavolino di un bar di viale Italia - e ne sono uscito solo alle 10.30 del mattino di giovedì, dopo aver trascorso la notte su una sedia».

Mercoledì notte, effettivamente, l’attesa al pronto soccorso del Santissima Annunziata è stata lunghissima per tanti pazienti, ma le responsabilità non possono certo essere attribuite ai medici e agli infermieri che svolgono con grandissima professionalità un compito delicatissimo. «Loro sono stati bravissimi» spiega il vigile urbano con in mano il referto dei medici e quel che resta dei suoi occhiali e del telefonino dopo le botte prese in via Solari.

«Sono stato sottoposto a tutti i controlli e sono stati tutti molto professionali - aggiunge - ma dopo quello che mi era accaduto la sera prima, fare quasi quindici ore di fila mi è sembrata una violenza ulteriore. Non so di chi sia la responsabilità - conclude Alessandro Medas - ma spero che non capiti più a nessuno una cosa simile». (l.f.)
 

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