Calciatore dell'Ottava ucciso a coltellate: perizia psichiatrica per l'imputato reo confesso

Nico Della Morte, 23 anni, morì per i colpi inferti da Daniele Ventriglia nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2018

SASSARI. Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Daniele Ventriglia era capace di intendere e di volere quando, la notte tra il 27 e il 28 maggio 2018, uccise con una coltellata al petto Nico Della Morte, 23 anni, operaio originario di Chiavenna (piccolo comune in provincia di Sondrio) e attaccante della squadra di calcio della borgata di Ottava, dove si era trasferito per amore. Lo ha stabilito il giudice dell'udienza preliminare Michele Contini durante la prima udienza del processo che verrà celebrato con il rito abbreviato.

Sulla necessità di effettuare un accertamento sulle condizioni psichiatriche dell'assassino reo confesso - avanzata dal difensore dell'imputato, l'avvocato Marco Palmieri - ha espresso parere favorevole anche il pubblico ministero Enrica Angioni. L'incarico allo psichiatra forense Vito La Spina verrà affidato mercoledì prossimo. Intanto i genitori della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Marco Costa e Vito Zotti di Lecco.

Daniele Ventriglia, 25 anni, originario di Carbonia ma residente anche lui a Ottava come la vittima, era stato fermato dagli agenti della polizia stradale poche ore dopo l'omicidio e aveva confessato. Il giovane - con un passato difficile e una bambina piccola - la notte dell'omicidio era uscito di casa con due coltelli da cucina in tasca, per raggiungere il suo rivale al circolo della Polisportiva Ottava. L'aggressione mortale era avvenuta intorno all'una del mattino. Carabinieri e polizia gli avevano dato la caccia tutta la notte, prima che la Stradale lo intercettasse a bordo di un'auto di un conoscente mentre andava a costituirsi.

Della Morte, fidanzato con la figlia del presidente della squadra dell'Ottava, si trovava nel circolo accanto al campo sportivo insieme ai compagni di squadra. Si era appena conclusa una stagione culminata con la retrocessione in Seconda categoria, ma i giocatori si erano comunque ritrovati per una serata da trascorrere insieme. Arrivato sul posto, Ventriglia avrebbe iniziato a infastidire i presenti. Era nata una discussione: il calciatore aveva invitato il giovane ad andarsene e la lite era proseguita in mezzo alla strada. A pochi passi dal circolo del campo sportivo sotto la luce dei lampioni si era consumato il delitto. Poi la fuga, durata però solo poco ore.

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