L’Ats “chiude” i laboratori di analisi
di Giovanni Bua
La riorganizzazione della rete prevede l’hub per il nord a Olbia, lì verranno trasportati un milione e mezzo di prelievi annui
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SASSARI. Un milione e mezzo di prelievi ambulatoriali l’anno. Che, secondo il piano dell’Ats, prenderanno la strada di Olbia, per essere analizzati in quello che l’azienda individua come l’unico Hub per il nord dell’Isola.
Il bando. È appeso a un anonimo bando per la fornitura ai laboratori analisi il futuro dell’ennesimo pezzo della malconcia sanità Sassarese. Il capitolato d’appalto, pubblicato lo scorso 30 ottobre dall’Ats e in scadenza il 4 gennaio, contiene infatti il nuovo modello organizzativo della rete dei laboratori pubblici nell’Isola.
Modello mai discusso né votato in nessuna sede, anche se fugacemente apparso in una delibera dell’azienda, sparita rapidamente dai radar senza essere mai ufficializzata. Che di fatto condanna a morte i laboratori di analisi di Sassari, immaginando una rete divisa in quattro Hub: Cagliari, Olbia, Nuoro e Oristano, dotati di “spoke” che nel nord sarebbero quelli di Alghero, Ozieri e Tempio.
Il pignone. Una metafora ciclistica con cui il capo di sopra dell’Isola si confronta da anni, con Sassari che fino a ieri giocava però, almeno sulla carta, il ruolo di “pignone” in cui innestare i “raggi”. Non per le analisi però. Nei piani Ats, per cui la gara per l’”area siero” costituisce «il primo programma di attuazione della nuova organizzazione cui seguiranno altre gare impostate sullo stesso modello organizzativo», Sassari semplicemente sparisce. Fagocitata dal modello «di massima economicità che mira ad accorpare, con necessaria gradualità, le analisi in un numero ridotto di centri».
Prelievi. Dal poco che si intuisce a Sassari rimarrebbe in funzione il laboratorio del Palazzo Rosa, e gli spoke di Alghero e Ozieri, dedicati ai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere pubbliche. Mentre il Conti e il laboratorio di via Tempio rimarrebbero in funzione solo come centri prelievi ambulatoriali, con i campioni che sarebbero poi dirottati ad Olbia per le analisi.
Il colpo di mano. «È un colpo di mano in piena regola – attacca il vicepresidente del consiglio regionale Antonello Peru, che ha presentato un’interrogazione urgente per bloccare il procedimento – un ulteriore schiaffo che si prefigura oltretutto non con uno strumento deliberativo ma con una gara per la fornitura ai laboratori analisi. Si vuole ridisegnare l’assetto dei centri specializzati per gli esami medici, dai prelievi ematici alle analisi chimiche, senza considerare che Sassari è l’hub di riferimento principale per il nord Sardegna, e che così si sottraggono al capoluogo tutte le analisi di pazienti esterni che fanno capo a tutto il distretto».
Sulla strada. Esami che superano il milione e mezzo all’anno (solo il laboratorio di via Tempio effettua analisi mediamente a 2300 persone a settimana), con un bacino di utenza di 250mila residenti. Per non parlare dei 20 operatori impegnati nelle diverse attività solo nel complesso di Sassari, che non si capisce che fine faranno. Con il presidio di Olbia che inoltre si troverebbe a gestire un numero più che triplo rispetto alle attuali 700mila analisi in arrivo anche da Tempio e La Maddalena.
I costi. C’è poi tutta la partita legata al trasporto dei campioni e al costo di trasferimento. «Basti pensare – attacca Peru – ad alcune analisi di coagulazione che richiedono lavorazioni più accurate, o ad altre che richiedono tempi brevissimi di esecuzione. Un’assurdità».
Pronto all’uso. «I progetti “pronti all’uso” possono ridurre la fatica di chi li propone ma offendono la dignità e il diritto di chi li subisce – attacca Carla Puligheddu, a nome delle sezioni cittadine del Psd’Az “Bussalai, Sechi, Sotgiu” –. Se il motivo dell’unificazione fosse quello del risparmio; i conti non tornerebbero comunque. I costi di questa pianificazione, infatti, sarebbero notevolmente elevati, se si considera che, oltre il costo del trasporto (di gran lunga superiore a quello dei service per gli strumenti in uso) si prevede l’individuazione di centri di raccolta, centrifugazione e smistamento per la corretta tracciabilità dei campioni provenienti, non solo da Sassari, ma anche da Alghero Ozieri, Tempio e La Maddalena».
Sindacati. «L’intenzione di chiudere il laboratorio generale di base Ats a Sassari – chiude Puligheddu – sembrerebbe stata decisa senza che i sindacati e il personale che vi lavora siano stati messi al corrente e probabilmente neppure la commissione sanità regionale sia stata debitamente informata. Senza nemmeno ponderare quale danno la chiusura arrecherebbe, insieme ai disagi per tutti i cittadini di Sassari e dei paesi limitrofi che da 30 anni usufruiscono del servizio e della qualità degli esami».
«E’ un altro tassello del lento, inesorabile declino dell'offerta sanitaria, con i tempi delle prestazioni che andranno sicuramente a dilatarsi – conclude Peru – e i pazienti che sceglieranno di svolgere i prelievi nei laboratori privati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il bando. È appeso a un anonimo bando per la fornitura ai laboratori analisi il futuro dell’ennesimo pezzo della malconcia sanità Sassarese. Il capitolato d’appalto, pubblicato lo scorso 30 ottobre dall’Ats e in scadenza il 4 gennaio, contiene infatti il nuovo modello organizzativo della rete dei laboratori pubblici nell’Isola.
Modello mai discusso né votato in nessuna sede, anche se fugacemente apparso in una delibera dell’azienda, sparita rapidamente dai radar senza essere mai ufficializzata. Che di fatto condanna a morte i laboratori di analisi di Sassari, immaginando una rete divisa in quattro Hub: Cagliari, Olbia, Nuoro e Oristano, dotati di “spoke” che nel nord sarebbero quelli di Alghero, Ozieri e Tempio.
Il pignone. Una metafora ciclistica con cui il capo di sopra dell’Isola si confronta da anni, con Sassari che fino a ieri giocava però, almeno sulla carta, il ruolo di “pignone” in cui innestare i “raggi”. Non per le analisi però. Nei piani Ats, per cui la gara per l’”area siero” costituisce «il primo programma di attuazione della nuova organizzazione cui seguiranno altre gare impostate sullo stesso modello organizzativo», Sassari semplicemente sparisce. Fagocitata dal modello «di massima economicità che mira ad accorpare, con necessaria gradualità, le analisi in un numero ridotto di centri».
Prelievi. Dal poco che si intuisce a Sassari rimarrebbe in funzione il laboratorio del Palazzo Rosa, e gli spoke di Alghero e Ozieri, dedicati ai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere pubbliche. Mentre il Conti e il laboratorio di via Tempio rimarrebbero in funzione solo come centri prelievi ambulatoriali, con i campioni che sarebbero poi dirottati ad Olbia per le analisi.
Il colpo di mano. «È un colpo di mano in piena regola – attacca il vicepresidente del consiglio regionale Antonello Peru, che ha presentato un’interrogazione urgente per bloccare il procedimento – un ulteriore schiaffo che si prefigura oltretutto non con uno strumento deliberativo ma con una gara per la fornitura ai laboratori analisi. Si vuole ridisegnare l’assetto dei centri specializzati per gli esami medici, dai prelievi ematici alle analisi chimiche, senza considerare che Sassari è l’hub di riferimento principale per il nord Sardegna, e che così si sottraggono al capoluogo tutte le analisi di pazienti esterni che fanno capo a tutto il distretto».
Sulla strada. Esami che superano il milione e mezzo all’anno (solo il laboratorio di via Tempio effettua analisi mediamente a 2300 persone a settimana), con un bacino di utenza di 250mila residenti. Per non parlare dei 20 operatori impegnati nelle diverse attività solo nel complesso di Sassari, che non si capisce che fine faranno. Con il presidio di Olbia che inoltre si troverebbe a gestire un numero più che triplo rispetto alle attuali 700mila analisi in arrivo anche da Tempio e La Maddalena.
I costi. C’è poi tutta la partita legata al trasporto dei campioni e al costo di trasferimento. «Basti pensare – attacca Peru – ad alcune analisi di coagulazione che richiedono lavorazioni più accurate, o ad altre che richiedono tempi brevissimi di esecuzione. Un’assurdità».
Pronto all’uso. «I progetti “pronti all’uso” possono ridurre la fatica di chi li propone ma offendono la dignità e il diritto di chi li subisce – attacca Carla Puligheddu, a nome delle sezioni cittadine del Psd’Az “Bussalai, Sechi, Sotgiu” –. Se il motivo dell’unificazione fosse quello del risparmio; i conti non tornerebbero comunque. I costi di questa pianificazione, infatti, sarebbero notevolmente elevati, se si considera che, oltre il costo del trasporto (di gran lunga superiore a quello dei service per gli strumenti in uso) si prevede l’individuazione di centri di raccolta, centrifugazione e smistamento per la corretta tracciabilità dei campioni provenienti, non solo da Sassari, ma anche da Alghero Ozieri, Tempio e La Maddalena».
Sindacati. «L’intenzione di chiudere il laboratorio generale di base Ats a Sassari – chiude Puligheddu – sembrerebbe stata decisa senza che i sindacati e il personale che vi lavora siano stati messi al corrente e probabilmente neppure la commissione sanità regionale sia stata debitamente informata. Senza nemmeno ponderare quale danno la chiusura arrecherebbe, insieme ai disagi per tutti i cittadini di Sassari e dei paesi limitrofi che da 30 anni usufruiscono del servizio e della qualità degli esami».
«E’ un altro tassello del lento, inesorabile declino dell'offerta sanitaria, con i tempi delle prestazioni che andranno sicuramente a dilatarsi – conclude Peru – e i pazienti che sceglieranno di svolgere i prelievi nei laboratori privati».
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