Ex trattoria in fiamme nel cuore del centro
di Gavino Masia
L’immobile in via Principessa Giovanna era da tempo in stato di abbandono Ci abita il figlio della proprietaria che uscendo ha lasciato accesa una candela
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PORTO TORRES. Una ex trattoria – trasformata nel tempo in un vero e proprio tugurio - ha preso fuoco ieri mattina a causa di una candela accesa appoggiata su un tavolino. L’immobile si trova al piano terra di una palazzina di via Principessa Giovanna – in pieno centro storico – e i vigili del fuoco del distaccamento di Porto Torres sono intervenuti tempestivamente dopo le segnalazioni dei residenti alla centrale operativa. Quando i vigili sono entrati all’interno della stanza si sono dovuti fare largo dalla montagna di rifiuti di ogni tipo presenti in ogni angolo: la candela era infatti caduta su carta e spazzatura, per propagarsi poi al resto dell’ambiente.
I pompieri si sono prima accertati che all’interno non vi fosse quello che normalmente dorme dentro l’ex trattoria che nel passato apparteneva alla madre, Nico Apicella, e quindi hanno provveduto a spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il locale. Lo stesso uomo vive ormai da anni da sbandato nell’unico posto che ancora lo lega alla famiglia, senza luce e acqua, e fa uso della candela per sapersi muoversi all’interno senza cadere nei sacchi di rifiuti presenti. Nico Apicella è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri della compagnia di Porto Torres, e a quanto pare è stato lui stesso ad ammettere senza particolari problemi di avere lasciato per sbadataggine la candela accesa sul tavolino.
Per i militari non ci sono comunque elementi che potrebbero far pensare ad un incendio doloso, così anche per i vigili, guidati dal caposquadra Giuseppe Angioni, che hanno poi provveduto a chiudere l’ingresso di quella che circa quaranta anni fa era una trattoria rinomata. I vigili del fuoco sono intervenuti tantissime volte anche nel passato in quella sorta di tugurio, per segnalazioni dovute a fuga di gas e altre problematiche ambientali che hanno creato allarme nelle vicine palazzine. Una vicenda di degrado senza fine quella che vive l’uomo dentro quello stanzone e che andrebbe affrontata nella giusta maniera per restituire la serenità ai cittadini che vivono nella stessa via. La situazione è stata segnalata anche ai Servizi sociali del Comune, soprattutto perché l’uomo vive come un barbone e con l’unica dimora che sembra un letamaio. Ma i più preoccupati rimangono sempre le famiglie che vivono in via Principessa Giovanna, che sinora hanno vissuto con la paura che da dentro l’ex trattoria potesse scoppiare qualcosa. La porta è stata ora perfettamente sigillata - in attesa di procedere ad una bonifica ambientale – così da rendere tranquilli tutti gli inquilini. Nico Apicella dovrà ora trovare una nuova sistemazione per dormire, compito che spetterà alle istituzioni che seguono i casi umani più difficili da risolvere.
I pompieri si sono prima accertati che all’interno non vi fosse quello che normalmente dorme dentro l’ex trattoria che nel passato apparteneva alla madre, Nico Apicella, e quindi hanno provveduto a spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il locale. Lo stesso uomo vive ormai da anni da sbandato nell’unico posto che ancora lo lega alla famiglia, senza luce e acqua, e fa uso della candela per sapersi muoversi all’interno senza cadere nei sacchi di rifiuti presenti. Nico Apicella è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri della compagnia di Porto Torres, e a quanto pare è stato lui stesso ad ammettere senza particolari problemi di avere lasciato per sbadataggine la candela accesa sul tavolino.
Per i militari non ci sono comunque elementi che potrebbero far pensare ad un incendio doloso, così anche per i vigili, guidati dal caposquadra Giuseppe Angioni, che hanno poi provveduto a chiudere l’ingresso di quella che circa quaranta anni fa era una trattoria rinomata. I vigili del fuoco sono intervenuti tantissime volte anche nel passato in quella sorta di tugurio, per segnalazioni dovute a fuga di gas e altre problematiche ambientali che hanno creato allarme nelle vicine palazzine. Una vicenda di degrado senza fine quella che vive l’uomo dentro quello stanzone e che andrebbe affrontata nella giusta maniera per restituire la serenità ai cittadini che vivono nella stessa via. La situazione è stata segnalata anche ai Servizi sociali del Comune, soprattutto perché l’uomo vive come un barbone e con l’unica dimora che sembra un letamaio. Ma i più preoccupati rimangono sempre le famiglie che vivono in via Principessa Giovanna, che sinora hanno vissuto con la paura che da dentro l’ex trattoria potesse scoppiare qualcosa. La porta è stata ora perfettamente sigillata - in attesa di procedere ad una bonifica ambientale – così da rendere tranquilli tutti gli inquilini. Nico Apicella dovrà ora trovare una nuova sistemazione per dormire, compito che spetterà alle istituzioni che seguono i casi umani più difficili da risolvere.
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