«Sirio, basta opere inutili e costose: usiamo la ferrovia»

Un comitato di cittadini chiede di modificare il tracciato. «Elettrifichiamo la Sassari-Sorso come previsto in origine» 

SASSARI. I lavori per il secondo e terzo lotto della metropolitana di superficie sono un’occasione da non perdere. Per tornare al progetto originario, di collegamento tramite la ferrovia locale con il resto dell’area vasta e soprattutto con l’aeroporto di Alghero, per eliminare le “cesure” che affettano i quartieri cittadini, per rinfrescare il progetto monstre del centro intermodale, ormai datato e che rischia di non vedere mai la luce, trasferendolo negli enormi spazi liberi dentro la stazione, per evitare di disperdere ingenti risorse in opere che, se mai verranno realizzate, sono inutili e addirittura dannose per la città e per il territorio.



Ne sono convinti un gruppo di ex amministratori, professionisti, rappresentanti dei comitati di quartiere, cittadini, che hanno protocollato in Comune un’articolata osservazione alla delibera del consiglio comunale dello scorso agosto, con cui il sindaco Sanna cerca di modificare il progetto da 36 milioni che dovrebbe portare Sirio da Santa Maria a Li Punti, evitando la costruzione di un maxi ponte che dovrebbe scavalcare la 131, volando sopra Predda Niedda. «Un primo passo – sottolinea il comitato, formato tra gli altri da Giovanni Meloni e Rosario Musmeci, Lucio Nali e Pinuccio Porcellana, Francesco Piras e Giuseppe Losito – ma non abbastanza».

Il vero oggetto del contendere infatti è che: «Il progetto originario della metropolitana di superficie – spiegano i sottoscrittori dell’osservazione –, approvato a Sassari e ammesso a finanziamento dall'Ue, prevedeva la trasformazione dei rami delle FdS in sistemi in cui mezzi tramviari circolano su percorsi ferroviari. Parlando del tratto in discussione si tratta della linea Sassari - Sorso e il ramo urbano della Sassari - Tempio, senza dimenticare, peraltro, gli interventi prospettati per la Sassari - Alghero, con il connesso collegamento all'aeroporto di Fertilia».

Un’indicazione confermata in tutti gli atti di programmazione ufficiale, dal piano urbano di mobilità comunale al programma regionale di sviluppo 2007/2009, al documento strategico regionale 2007/2013, per citare i principali, che però nel complicato sviluppo della progettazione e dei lavori della metro leggera viene completamente abbandonato.

Risultato, non solo Sirio non passa più sui binari esistenti, ma per il secondo e terzo lotto di lavori li scavalca, con ponti, viadotti e chilometri di nuovo “ferro”.

«Da via Donizetti – sottolineano i firmatari – alla ex 131, verrebbero realizzati 2086 metri di nuovo binario, per arrivare a Li Punti altri 2280 metri, Quasi la metà della lunghezza della linea Sassari-Sorso. Oltre ai numerosi problemi che questo creerebbe, esiste una soluzione più economica, più veloce e soprattutto più utile».

L’idea è quella di elettrificare la Sassari-Sorso (8 milioni teoricamente già finanziati) e, tramite quella, raggiungere Sant’Orsola (con una diramazione che partirebbe 350 metri più avanti della stazione di via Donizetti), la stazione di Santa Barbara, attraverso Sant’Orsola Sud, e Sant’Orsola Storica con un binario lungo appena 650 metri. «Questo – spiegano dal comitato – eliminerebbe la divisione, determinata dalla ferrovia, tra Sant’Orsola Nord e Sud, dato che le regole da applicare al mezzo che viaggia su quei binari sarebbero quelle del codice della strada e non quelle ferroviarie». I vantaggi sarebbero soprattutto economici: 15 milioni di risparmi rispetto al progetto Arst, che permetterebbero di completare anche la connessione della linea per Sorso con il ramo urbano della linea per Tempio, previsto dal primo lotto, il cui progetto definitivo è stato già pagato ed è nei cassetti di FdS/Arst.

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