Policlinico, domani scadrà il concordato
Il giudice dovrà decidere se concedere una proroga e approvare il passaggio tra i Bua e i Rusconi
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SASSARI. Il destino del Policlinico sassarese ora è nelle mani del giudice del tribunale fallimentare. E domani dovrà decidere se concedere una proroga al concordato preventivo oppure decretare inadeguato il piano di rientro delineato per sanare i 35 milioni di debiti maturati negli anni dalla casa di cura. Proprio il 12 dicembre, infatti, è fissata la data di scadenza entro la quale il giudice si riserva la facoltà di concedere l’autorizzazione alla firma del contratto di affitto tra i Bua, attuali proprietari del Policlinico, e i Rusconi di Habilita, ovvero i nuovi acquirenti intenzionati a rilevare e rilanciare il presidio sanitario privato in convenzione. Questo passaggio di testimone è la condizione necessaria perché il concordato vada in porto, i creditori possano veder risarcite le somme dovute e venga evitato il fallimento aziendale.
Il commissario giudiziale Alberto Ceresa ha depositato una corposa relazione, e ora il giudice dovrà proprio valutare se sussistano le condizioni per l’affitto “ponte”. In questa fase la Regione accorderà un primo step di accreditamento, che consentirà alla casa di cura di riavviare in convenzione tutte quelle attività assistenziali svincolate dalle sale operatorie. Quindi ripartiranno gli ambulatori e la parte diagnostica, che però andranno a coprire il 10 per cento del fatturato e della mole di lavoro complessiva del Policlinico. Anche il personale in servizio sarà parametrato con questo 10 per cento delle attività, e infatti i sindacati e la proprietà si sono mossi per mettere in campo forme di ammortizzatori sociali.
Il commissario giudiziale Alberto Ceresa ha depositato una corposa relazione, e ora il giudice dovrà proprio valutare se sussistano le condizioni per l’affitto “ponte”. In questa fase la Regione accorderà un primo step di accreditamento, che consentirà alla casa di cura di riavviare in convenzione tutte quelle attività assistenziali svincolate dalle sale operatorie. Quindi ripartiranno gli ambulatori e la parte diagnostica, che però andranno a coprire il 10 per cento del fatturato e della mole di lavoro complessiva del Policlinico. Anche il personale in servizio sarà parametrato con questo 10 per cento delle attività, e infatti i sindacati e la proprietà si sono mossi per mettere in campo forme di ammortizzatori sociali.
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