Sassari, il cane volato dal secondo piano è fuori pericolo: lascia la clinica
L’allevatore indagato: «Non l’ho buttato giù io». Ma una dirimpettaia avrebbe assistito alla scena
SASSARI. Sono decisamente migliorate le condizioni di Chewe, il cane volato dal secondo piano di un palazzo di via Barzini. Per quell’episodio è indagato un allevatore sassarese di 76 anni al quale gli agenti della polizia locale hanno contestato il reato di maltrattamento di animali. L’uomo è difeso dall’avvocato Sabina Useli e si è difeso sostenendo di avere impugnato la scopa per cercare di tenere lontano l’animale che - a suo dire - lo aveva già morso a una mano.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:sassari:cronaca:1.17549009:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/12/10/news/sassari-lancia-il-cane-del-vicino-dal-secondo-piano-l-animale-e-grave-1.17549009]]
Saranno le indagini a chiarire nei dettagli che cosa è accaduto nel terrazzo dell’edificio di via Barzini. Il proprietario del cane, in ogni caso, ha presentato una denuncia-querela nei confronti dell’allevatore e la polizia locale ha acquisito diverse testimonianze. Una in particolare, quella di una donna che avrebbe assistito alla scena mentre il cane veniva lanciato dal terrazzo del secondo piano. L’allevatore invece ha sostenuto che il cane sarebbe caduto accidentalmente, forse perché spaventato.
Le veterinarie della “Clinica Nemo” che hanno in cura Chewe hanno confermato ieri che l’animale è fuori pericolo, è stato dimesso dalla clinica di via Budapest ma dovrà restare sotto stretta osservazione e seguire le cure che consentiranno un pieno recupero dopo che sono state escluse lesioni interne a causa dei traumi riportati nella caduta dal secondo piano.
Gli agenti della polizia locale - guidati dal comandante Gianni Serra - hanno completato ieri l’attività investigativa con l’assunzione delle dichiarazione dei testimoni che hanno assistito alla scena di sabato pomeriggio in via Barzini. Contributi tutti importanti, soprattutto perchè le persone hanno avuto modo di assistere alla drammatica scena da posizioni differenti e con un quadro visivo che avrebbe permesso di avere dichiarazioni pressochè unanimi su come si sarebbero svolti i fatti. L’allevatore - attraverso il suo legale - ha ribadito di non avere avuto alcuna intenzione di fare del male al cane e di essersi solo difeso. E ha sottolineato che la caduta del cane sarebbe stato un incidente non voluto. Ora non resta che attendere il completamento delle indagini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
