Ozieri, l’antico vitigno Alvarega nel registro nazionale

Storico riconoscimento dopo 15 anni di attesa. L’associazione in festa: «Bel traguardo, finalmente usciamo dalla clandestinità»

OZIERI. Dopo 15 anni di attesa, un riconoscimento ufficiale per l’antico vitigno Alvarega di Ozieri che nei giorni scorsi è stato iscritto nel registro nazionale dei vitigni come uno dei vitigni autoctoni e “unicum” della Sardegna. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 novembre: il giorno di Sant’Andria, la festa del vino a Ozieri, una coincidenza a dir poco felice.

Doppia festa quindi per i soci dell’associazione Alvarega, nata nel 2003 per iniziativa di un gruppo di viticoltori e amatori proprio con lo scopo di valorizzare e tutelare i vitigni delle colline ozieresi. «Un cammino lungo che però alla fine ha portato il risultato sperato – dicono il presidente Pinuccio Aini e i soci Antonello Sgarangella, Gigi Comida, Salvatore Mesalimba, Gavino Bellu, Giangavino Dessena e Rossano Sgarangella –. Dopo anni di ricerche, studi, pubblicazioni si è finalmente raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati». L’iscrizione al registro nazionale era un elemento che in questi anni ha bloccato le possibilità di valorizzazione del vitigno ozierese.

Pur essendo citato già nello studio ampelologico del Cara, pubblicato a fine ‘800, l’uva Alvarega non era riconosciuta ufficialmente e quindi non si poteva formalmente coltivare e imbottigliare. Ora cambia lo scenario. «Finalmente usciamo dalla “clandestinità”, e di questo dobbiamo ringraziare i viticoltori di Ozieri che ci hanno consentito di recuperare dalle poche viti rimaste le marze per impiantare il nostro vigneto impedendo così la scomparsa dell’Alvarega continuano i soci -. Un ringraziamento va anche ai tecnici del Consorzio Frutticoltura di Villasor (oggi Agris) che in questi anni ha prestato al propria collaborazione e presentato gli studi ufficiali ed inoltre ai precedenti presidenti dell’associazione Peppino Becugna e Basilio Piga e a tutti i soci che negli anni ci hanno dato una mano».

Nello studio presentato da Agris che ha portato all’iscrizione si certifica, con analisi del Dna e profili ampelologici e sensoriali, che l’Alvarega è un vitigno che non ha corrispondenza con altri ed è quindi ormai acclarato che si tratta di un vitigno antico, storico ed autoctono della Sardegna. Brindisi d’obbligo quindi fra i viticoltori dell’Associazione che, appena avuta la notizia si sono radunati per festeggiare.
 

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