Salvò una donna a Francavilla: Alghero premia Luca Ortu
Emigrato da anni, a ottobre mentre andava a prendere il figlio si tuffò e mise al sicuro la signora
ALGHERO. Lo aveva annunciato lo scorso 23 ottobre, il sindaco di Alghero, Mario Bruno: «Assegneremo a Luca Ortu una benemerenza civica il 23 dicembre in occasione del concerto che Paolo Fresu terrà nella cattedrale di Santa Maria». E il sindaco aveva parlato a lungo al telefono con “l'eroe di Francavilla” dopo il salvataggio di una donna che aveva rischiato di rimanere inghiottita in un sottopasso allagato, sotto tre metri d'acqua, alla guida della sua auto, dopo il forte nubifragio che aveva colpito l'Italia centrale.
Ed è stato di parola. Luca Ortu - attorniato dalla sua famiglia e dai suoi tanti amici della muraglia, il quartiere cuore del centro storico algherese - ha ricevuto dalle mani del sindaco Mario Bruno la pergamena e la targa che rappresenta la massima onorificenza della città per i suoi concittadini che hanno dato onore e lustro ad Alghero.
Non solo, dopo il concerto di Paolo Fresu, i vecchi amici di Luca hanno improvvisato una festa con canzoni algheresi degli anni dell'infanzia. Un concerto nel concerto che ha dato gioia e emozione a Luca Ortu. Da ragazzo della muraglia a eroe nazionale, con tanto di interviste e partecipazioni a talk show delle tv nazionali. Luca Ortu, 45 anni, algherese, da 18 trapiantato per amore a Francavilla, in provincia di Chieti, quel giorno stava andando a ritirare suo figlio Nicolò a scuola.
La sua mente è tornata a quei momenti drammatici. «Non ci ho pensato neanche un attimo, non c'è stato tempo di aver paura, ho realizzato solo dopo, a casa, mentre parlavo con mia moglie e mio figlio, quel che era accaduto», racconta. Per lui era una cosa tanto normale che non ha neanche chiamato casa. «Mia mamma e miei fratelli che vivono ad Alghero hanno letto sul giornale quello che era successo», rivela divertito. «Ma cos’altro avrei dovuto fare? - chiede - ho visto quella donna che sbatteva i pugni sul parabrezza, era incastrata e disperata, non ho avuto il coraggio di girare la testa dall'altra parte».
L'adrenalina ha fatto il resto, anestetizzando ogni paura. E poi, noi ragazzi della muraglia siamo fatti così. «Che emozione», ha confidato il sindaco. «Luca è un ragazzo cresciuto fino al 1985 con altri cinque fratelli nell'ex ospedale civile dei bastioni, ora facoltà di architettura. Sua mamma Franca, infermiera storica dell'Ospedale Marino, ha poi ottenuto una casa al Carmine, dove ancora, ottantenne, vive. E Luca ha quindi trascorso tanti anni al Carmine con la mamma e la famiglia. Uno dei suoi fratelli lavora da noi in Comune. Luca ha frequentato le medie sotto i portici – ha detto ancora Bruno – e ha continuato a frequentare i suoi amici del solaio, della muraglia. Poi è emigrato in Germania e 18 anni fa ha deciso di trasferirsi a Francavilla per congiungersi con colei che è diventata sua moglie.
Ha aperto una tabaccheria, molto avviata. 11 anni fa è nato Nicolò, suo figlio. E quel 22 ottobre, proprio mentre andava a scuola a prendere Nicolò si è reso conto, avvertito dal conducente di un'altra auto, che una signora, sotto tre metri d'acqua, stava per annegare. Non ci ha pensato un attimo. Si è buttato, ha aperto l'auto e l'ha salvata. Poi le ambulanze, la polizia, lei sotto shock e Luca che completamente bagnato si è recato a casa a cambiarsi, dopo aver messo al sicuro anche Nicolò. Per questo l'ho invitato ad Alghero, per Natale, per ringraziarlo pubblicamente. Ci mancava da due anni. Lui che è così attaccato alla sua terra, tanto da essere vicepresidente degli emigrati sardi in Abruzzo, non ha nascosto la nostalgia».
Dal “solaio” alla ribalta nazionale. «Per noi nati alla muraglia, aiutare gli altri è normale», ha detto. Da ieri è cittadino benemeritò di Alghero. «Grazie per l’emozione che mi avete dato. Il mio cuore è pieno di gioia. Mi sento sardo e algherese autentico. Ho lasciato la mia terra che mai ho dimenticato. Ora mi sento ancora più attaccato ai suoi valori».
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