La Nuova Sardegna

Sassari

«Coi primi soldi torno a casa»

di Nadia Cossu
«Coi primi soldi torno a casa»

Papete, maglia del Latte Dolce e ora un lavoro alla Conad

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SASSARI. Ci pensa qualche secondo prima di rispondere, sorride e scherza, poi il tono di voce si addolcisce all’improvviso: «Cosa comprerò con la prima busta paga? Un biglietto aereo per andare in Senegal e abbracciare mia mamma».

È questo il desiderio che Papete vorrebbe realizzare non appena Fabrizio Piras, l’amministratore di Filangera-Conad Sassari che lo ha assunto – gli darà il primo stipendio.

È una bella storia quella del 23enne africano che, sfoggiando armi come il sorriso e una forte determinazione, si è guadagnato un posto di lavoro come addetto ai carrelli nel superstore di via Gramsci, a Luna e Sole. Papete vive a Sassari da cinque anni, insieme al padre e a due fratelli. Perfettamente integrato, tanto che qui in città ha inseguito un’altra delle sue passioni: il calcio. «Gioco nel Latte Dolce, come attaccante. Domenica i miei compagni erano felicissimi per me, mi facevano tutti i complimenti per il nuovo lavoro».

«In passato l’ho rimproverato mille volte – racconta Piras – perché stava ai parcheggi, insieme ad altri connazionali, e mi arrivavano proteste di alcuni clienti. Ma lui mi diceva sempre la stessa frase: “Io ho bisogno di lavorare. Devo lavorare”». E così ha fatto anche sabato scorso quando, senza che nessuno glielo chiedesse, ha portato fin dentro il punto vendita i carrelli vuoti della spesa ben allineati che, in un giorno particolarmente affollato, erano venuti a mancare. «Gli ho chiesto cosa ci facesse su – racconta l’amministratore – e ancora una volta mi ha ripetuto di voler lavorare». E così, pensando che in effetti una figura come quella del 23enne, in forze e con il sorriso sulle labbra, potesse servire alla Conad, gli ha offerto un posto come “carrellista”. «Grazie a Dio e grazie al presidente (così Papete chiama sempre Piras ndc) il lavoro è arrivato e io sono felicissimo, è un sogno». Resterà a Sassari? «Io resterò perché ho un lavoro. La mia fidanzata è di Sassari ma lavora a Milano, spero che un giorno trovi lavoro e torni a vivere qui».

La storia di Papete, amato dai colleghi e dai clienti, ha commosso centinaia di persone che nella bacheca Facebbok del superstore hanno voluto fare gli auguri a quel ragazzone così solare e volenteroso. Purtroppo c’è stato anche chi ha puntato il dito lasciandosi andare ai soliti commenti dal tenore razzista. Ma Papete non si preoccupa, la sua felicità in questo momento è più forte di tutto.

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